Un evento straordinario a Treviso
L’esecuzione di alcune sinfonie diventa ormai un evento straordinario per l’organico dell’orchestra che richiede, la presenza di un coro numeroso ed esperto, nonché la presenza di solisti all’altezza.
Ma ciò che dirime la qualità tra un’esecuzione musicale è un’altra: è senz’altro la presenza di un direttore d’orchestra autorevole; l’affair Venezi alla Fenice ci dice molto in questo senso.
E’ questo il caso del concerto che si è tenuto martedì 9 dicembre al Teatro Del Monaco di Treviso, per la presenza a dirigere questa composizione così dirimente per la storia musicale dell’Europa il Maestro Roberto Abbado, nipote del celeberrimo Claudio, con una carriera stellare, che lo ha visto dirigere in podi tra più importanti in Italia, come lo Sferisterio Di Macerata, il Teatro La Fenice di Venezia, Il Teatro alla Scala di Milano e nel mondo come a Parigi, Salisburgo, New York, Santiago del Cile, Israele e molti altri.
Insignito del prestigioso Premio Abbiati dall’Associazione Critici Musicali Italiani e attuale Direttore Principale della Filarmonica del Teatro Comunale di Bologna, Roberto Abbado è stato designato dalla Korean National Symphony Orchestra come prossimo Direttore Musicale a partire dal 2026.

Il Maestro Abbado in questo concerto ha diretto l’Orchestra Regionale del Veneto, che recentemente ha ottenuto un importante riconoscimento nazionale, classificandosi terza al concorso Art Bonus – categoria “Spettacolo dal vivo” per l’attività svolta nel 2023 e in particolare per l’originalità e il valore del progetto “Gocce Musicali per la Natura”, come ci ha ricordato il Maestro Danilo Rossi, nominato Direttore Artistico di ORV nel 2025, prima del concerto, intervistato da Elena Filini.
Fondata nel 1980 con il nome di Orchestra Filarmonia Veneta, è stata per anni protagonista indiscussa delle stagioni concertistiche e liriche del Teatro Comunale di Treviso, del Teatro Sociale di Rovigo e di Operafestival di Bassano del Grappa. È stata inoltre la principale collaboratrice della Bottega-Laboratorio Internazionale per giovani cantanti e musicisti, fondata e diretta dal Maestro Peter Maag.
Nel 1999, l’orchestra si è costituita in associazione autonoma, stabilendo la propria sede presso il Teatro Sociale di Rovigo e adottando il nome attuale: ORV – Orchestra Regionale Filarmonia Veneta. Da allora ha proseguito una vivace attività concertistica e operistica nei principali teatri italiani e internazionali, distinguendosi per qualità artistica e versatilità.
In scena inoltre era presente un cast vocale di primissimo piano per quel che riguarda i solisti, formato da Johanna Winkel, Mara Gaudenzi, Santiago Sanchez e Francesco Samuele Venuti, accompagnati dal Coro Città di Piazzola sul Brenta diretto da Paolo Piana.
Per quanto riguarda la Sinfonia n. 9 in re minore per soli, coro e orchestra Op. 125, è universalmente nota come la Nona sinfonia o Sinfonia corale ed è l’ultima sinfonia compiuta da Ludwig van Beethoven, eseguita per la prima volta venerdì 7 maggio 1824 al Theater am Kärntnertor di Vienna, ottenendo subito un grande successo.
La Nona Sinfonia apparve subito come un capolavoro rivoluzionario, non solo per la presenza delle voci e del coro, ma perché metteva in crisi il concetto stesso di sinfonia. Oltre che una sintesi di tutto ciò che era stato fino ad allora sperimentato e acquisito nel genere sinfonico, dalla forma-sonata al Lied, dalle Variazioni allo stile fugato, la Nona è anche una grandiosa architettura sonora nella quale Beethoven fa convivere altri generi musicali: lo stile operistico, la musica militare, gli esotismi “alla turca”, la scrittura polifonica tipica della musica sacra. La Sinfonia è formata da quattro movimenti: mentre i primi tre sono esclusivamente sinfonici, il quarto tempo contiene una versione musicata del celebre Inno alla gioia di Friedrich Schiller, divenuto un simbolo universale di pace e unità tra i popoli.
E proprio di questo ha parlato la splendida Elena Filini nella sua breve ma intensa presentazione iniziale dell’opera, in cui ci ha ricordato come l’esecuzione più famosa della Nona Sinfonia di Beethoven sia legata alla caduta del Muro di Berlino ed è quella diretta da Leonard Bernestain il 25 dicembre 1989 a Berlino (Potsdamer Platz), dove il direttore sostituì “Freude” (gioia) con “Freiheit” (libertà) nel finale corale per celebrare la riunificazione, diventando un simbolo di speranza e fratellanza universale.
Un pubblico da tutto esaurito ha gradito moltissimo l’esecuzione del 4 dicembre , tanto da tributare quasi un quarto d’ora di applausi al Maestro, al Coro ed ai solisti.
Una più che degna conclusione quindi di questa stagione musicale del Teatro del Monaco, che con “Gocce Musicali per la Natura” nel triennio 2025/2027 porterà sul palco del teatro trevigiano il grande repertorio sinfonico romantico di Beethoven, Schumann e Brahms proponendo l’integrale delle loro sinfonie.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui




