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La Natura protagonista al Salone del Mobile.Milano 2023

Visitare il Salone del Mobile.Milano vuol dire andare alla ricerca di innovazione, qualità, funzione pratica ma anche valore estetico e comunicazionale – gli oggetti rappresentano un modo di essere e di stare al mondo, di vivere e ritrarre il nostro tempo. Parlare, dunque, di tendenze annuali in questo settore – termine da cui gli addetti ai lavori rifuggono, ma che resta più popolare che mai – è davvero un ossimoro. Perché l’arredo che entra nelle nostre abitazioni lo fa per convivere con noi a lungo e trasformare lo spazio in qualcosa che ci rappresenti. Ciò che vediamo al Salone del Mobile, allora, rappresenta necessariamente una pluralità quasi infinita di voci e interpretazioni, di racconti e soluzioni: un mix vario, sorprendente, personale e autoriale. Raramente transitorio.

MILANO –  Il tempo scorre, la società si evolve, l’innovazione diventa standard. Dunque, anche tra i padiglioni di questo Salone, è possibile cogliere visioni, concetti, proposte che compongono il fil rouge progettuale che attraverserà questi anni ’20 e, con un po’ di attenzione, si può intuire cosa resterà timeless o au courant e cosa andrà a esaurirsi.

Ma al di sopra e a prescindere dai percorsi estetici e funzionali, le parole d’ordine del 2023 sono due: benessere e sostenibilità. Prestando attenzione all’origine dei materiali, ai metodi di produzione, alla durabilità e al fine vita degli oggetti, − cura, oggi, data per assodata e, dunque, non più né sbandierata né ribadita − il design lancia un messaggio ben preciso: “Prendetevi cura di voi stessi, degli altri e del pianeta”. E si impegna, così, a preservare la bellezza, il ben-essere e quel senso di serenità di cui i tempi hanno davvero bisogno.

CROMOTERAPIA PROGETTUALE

Coerentemente con le parole chiave di questa edizione, i colori protagonisti di quest’anno sono tonalità gentili, che infondono calma e serenità. Nuance chiare, luminose, calde, a ricordarci la natura che ci circonda − l’ocra della terra, il color crema, avorio, tortora, grigio, cammello, terracotta, le colorazioni del legno, il giallo senape ma anche il verde bosco, smeraldo e salvia, il porpora, varie sfumature di rosa e il turchese del mare.

A questa ispirazione, fa da contraltare un raffinato senso per il colore saturo che strizza l’occhio agli anni ’70 e ’90 − i viola, i gialli, i rossi, i verdi, i blu − che lasciano spazio anche ad accostamenti piuttosto audaci. E spunta anche il gold, che mette in risalto le tonalità blu oltremare, pavone e fiordaliso.

LA NATURA, MATERIA DEL PROGETTO

La materia protagonista del 2023 è la natura: sono i tessuti come cotone, velluto, lana, iuta ma anche il legno, la pietra, il marmo e finanche la carta. Materiali caratterizzati da texture non perfette, quasi grezze, che esaltano un’estetica primitiva e tattile, fino ad arrivare a una certa iper-strutturalità che porta sulla superficie degli arredi venature, trame e disegni contrastanti.

Il rispetto per l’ambiente implica anche la riscoperta di materiali a km 0 − o quasi. Aziende e designer sono andati alla ricerca di materie prime legate al territorio avvicinandosi anche ad antiche o tradizionali tecniche di lavorazione. Così, tanti sono gli arredi che raccontano la propria cultura di appartenenza, senza finzioni o affettazione, e altrettanto numerosi gli oggetti che sanno di artigianalità e di fatto a mano.

CURVY È BELLO (E COMODO)!

L’organicità non è solo dei materiali, ma anche delle forme: linee morbide, sinuose, curve e angoli arrotondati si impossessano di ogni arredo e oggetto. In equilibrio tra desiderio di armonia e comfort e ispirazione anni ’60.

L’OUTDOOR COME NUOVO WAY OF LIFE

Dove l’arredo entra in relazione con la natura senza soluzione di continuità, rispettandola e, allo stesso tempo, evocandone matericità, sfumature e suggestioni è sicuramente l’outdoor. Nell’ultimo decennio, il “fuori” è diventato il nuovo spazio abitativo, imponendosi talvolta negli interni domestici, così come, viceversa, ciò che si trovava dentro casa ha trovato nuova vita in giardini, terrazze e balconi urbani. E non si tratta più di situazioni privilegiate ma di un vero e proprio way of life: nella continua ricerca del vivere bene, l’outdoor rappresenta una dimensione aggiuntiva di benessere perché legato a un modo di vivere più sereno e in armonia con il pianeta ogni aspetto della quotidianità. Ed è in quest’ambito che l’industria del mobile si è concentrata maggiormente in termini di innovazione, ricerca dei materiali e di affinamento delle tecniche produttive.

Ph. Luca Quagliato

LIVING OFFICE

Luogo in cerca di identità è l’ufficio, a cui questa edizione indica più di una strada. Oggi l’home deve essere in grado di trasformarsi in office e viceversa a seconda delle necessità, ragion per cui il design degli spazi pubblici e di lavoro è chiamato a innovazione, flessibilità, adattabilità per soddisfare le esigenze di worklife balance. Dal punto di vista del furniture, degli accessori e dei materiali c’è spazio per sedute e scrivanie modulari, colori dinamici e giocosi facilmente combinabili con l’arredo casalingo, materiali hi-tech, opzioni di illuminazione personalizzabili e postazioni di ricarica mobile.

QUIET LUXURY

Il lusso nella sua nuova dimensione “quiet” è un’altra parola chiave di questa edizione. La ricerca della semplicità, la valorizzazione dell’intensità percettiva, l’intreccio tra memoria e innovazione, l’approdo a un’etica green arricchita di valenze estetiche ed emozionali: inteso in questo senso, il lusso finisce per identificare non solo un’estetica ma anche un’attitudine. Uno sguardo che non si fissa transitivamente su un oggetto da acquisire, possedere, esibire, ma che resta aperto e capace di sorprenderci e ritrovare il piacere della lentezza, di gesti semplici che si fanno rituali quotidiani.

In questo senso, la casa si trasforma – o si vorrebbe vivere – come fosse un resort o un relais a cinque stelle, dove regni tempo, comfort ed eleganza. Per questo vengono in aiuto finiture e texture ricche e calde, morbide e preziose che vireranno l’estetica di molti arredi verso un glamour naturale, mai ostentato e decisamente cozy, personale e, forse anche per questo, felice. L’approccio non è tanto quello del disegnare il singolo pezzo quanto preoccuparsi della resa atmosferica dell’insieme, in continuità con la grande tradizione dell’interior decoration.

GEOMETRIE ANNI ’70

E il passato? Uno sguardo non nostalgico ma piuttosto curioso e contemporaneo porta a reinterpretare la vivacità degli anni ’70 sia nelle nuance con i toni rétro dell’arancio, marrone, verde e ciclamino, sia nei materiali come i tessuti bouclé.

LA LEZIONE GIAPPONESE

In totale accordo con il concetto di eco-sostenibilità, quella che definiremmo la lezione giapponese enfatizza il legame uomo e natura, il calore del legno, la delicatezza di certe materie, la preziosità del cuoio, l’eleganza dell’equilibrio tra forma e funzione. Un approccio che ha come fulcro sì la funzionalità, ma si tratta di una praticità sensoriale, delicata e confortevole, che si veste di linee pulite e morbide e viene interpretata da materiali naturali.

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