Le radici dell’arte africana contemporanea al Museo di Santa Caterina
Con questa mostra il Museo di Santa Caterina propone un progetto che amplia lo sguardo verso una delle esperienze artistiche più originali della seconda metà del Novecento, offrendo al pubblico italiano un’occasione di conoscenza e approfondimento su una pagina fondamentale della storia dell’arte contemporanea.
In contemporanea alla Biennale d’Arte di Venezia,dal titolo In Minor Keys che quest’anno ha messo al centro gli artisti africani , grazie alla sua curatrice Koyo Kouoh , prematuramente scomparsa, la mostra dà uno sguardo diverso ed originale rispetto all’arte africana.
Mentre la maggior parte degli artisti africani che espongono alla Biennale, sono di origine africana, ma hanno vissuto in altri continenti, gli artisti presenti nella mostra a Treviso sono sempre vissuti in Africa, alcuni non sono mai usciti dal loro villaggio, nonostante alcuni di loro abbiano partecipato alla storica esposizione “Magiciens de la Terre”, organizzata nel 1989 al Centre Georges Pompidou di Parigi.


Questo interesse per l’africanità è stato confermato da altre mostre internazionali, come quella recente alla Museo Louis Vuitton di Parigi o a Londra dove è in corso la mostra “Project a Black Planet: The Art and Culture of Panafrica” al Barbican Centre, che espone oltre 300 opere (pittura, scultura, film, installazioni) che esplorano più di un secolo di influenza del Panafricanismo sull’arte e sulla cultura.
Ecco allora che Treviso, con questa straordinaria occasione culturale, apre i suoi orizzonti a livello internazionale, come ha affermato il Sindaco Mario Conte. “Con questa esposizione la nostra Città consolida il suo ruolo di città della cultura, capace di proporre mostre di alto profilo che ampliano lo sguardo del pubblico verso esperienze artistiche di respiro internazionale. Inoltre la mostra sarà l’opportunità per valorizzare il dialogo tra culture e la capacità dell’arte di raccontare identità e visioni del mondo».
Dobbiamo ricordare infatti che il nostro mondo multiculturale ha bisogno di conoscenza dell’altro, dei suoi valori, dei suoi ideali, dei suoi sogni. Infatti proprio così è intitolata la mostra, La Materia dei Sogni, proprio perché qui gli artisti raccontano nelle loro opere come nella tradizione della oralità della loro cultura, aspetto che noi purtroppo abbiamo perso e che era un patrimonio della nostra cultura contadina.


Gli artisti dell’Africa sub Sahariana presenti sono Georges Lilanga, Seyni Awa Camara, Esther Mahlangu, Almighty God, Eloi Lokossou, Dago, Cyprien Tokoudagba, Twins Seven Seven, Sunday Jack Akpan, Paa Joe, Reinate Sadimba, Davide Ochieng, Richard Onyango, Cheff Mwaii, Tchif, Peter Wanjau, Ismaïla Manga, Thérèse Mendy, Titta MBaye, Papisto Boy, Salla Cassett, Amébéde Mouleo e Jogn Goba,e si raccontano in un percorso espositivo che raccoglie dipinti, sculture, fotografie e installazioni provenienti da importanti collezioni private italiane e internazionali. Molte delle opere esposte sono considerate tra i lavori più significativi dei rispettivi autori e documentano una fase decisiva nella costruzione di un linguaggio artistico autonomo.
Il Curatore Enrico Mascelloni, tra i pionieri europei nello studio dell’arte contemporanea africana, la mostra nasce da oltre quarant’anni di ricerche, ha riunito in questa mostra opere realizzate prevalentemente fra gli anni Settanta e Novanta del ‘900, il periodo in cui prende forma, in Africa, una nuova stagione artistica destinata ad affermarsi sulla scena internazionale.
L’esposizione inoltre è dedicata alla memoria di Sarenco, artista e intellettuale con il quale Enrico Mascelloni condivise, fin dagli inizi degli anni Ottanta, un intenso lavoro di ricerca e valorizzazione dell’arte contemporanea africana.
È la “materia dei sogni” quindi il filo conduttore della mostra che il Museo di Santa Caterina di Treviso dedica alle radici dell’arte contemporanea africana. Attraverso oltre 120 opere di 23 artisti provenienti da dieci Paesi dell’Africa subsahariana, l’esposizione ripercorre le origini di uno dei capitoli più originali dell’arte contemporanea internazionale.
E’ un’occasione unica da non perdere, per ritrovare anche le nostre radici e vedere come l’arte africana abbia influenzato i più grandi artisti dell’arte del XIX secolo, come Picasso, Amedeo Modigliani, Henry Matisse, Alberto Giacometti e molti altri. Forse loro hanno visto con la vision dell’artista quello che a noi comuni mortali non è facile vedere: l’essenza della vita e la materia dei sogni.


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