Il 12 marzo del 1930, Gandhi guidò la “Marcia del sale”, 300 chilometri a piedi per protestare contro il monopolio britannico sul sale
La sera prima della partenza, Gandhi parlò di fronte a migliaia di persone e le invitò, come se quella fosse stata l’ultima sua preghiera, a continuare la lotta senza mai ricorrere alla violenza.
Poi, diede seguito ai fondamenti del suo pensiero sulla non violenza, secondo cui c’è una connessione tra i mezzi ed il fine, alla stessa stregua di quella tra il seme e la pianta. Diede poi la disposizione che i marciatori vestissero tutti di bianco.
La marcia del sale
La marcia a piedi durò 24 giorni. All’inizio le persone erano 79 alle quali si aggiunsero molte altre durante il percorso. Alla fine, alle saline del Butan, erano migliaia di persone.
Gandhi, il 6 aprile 1930, arrivato al mare, raccolse una manciata di sale direttamente sulla spiaggia. Quel gesto, in violazione delle leggi imperiali, era compiuto da molti indiani poveri, che così rischiavano l’arresto.
La polizia era presente sul posto, per sedare la rivolta e si oppose all’avanzata dei manifestanti con duri colpi di manganello. I manifestanti continuarono ad andare incontro, subendo i colpi senza reagire, subito sostituiti da altri quando cadevano. Gandhi proseguì a sud verso le saline di Dharasana, ma fu arrestato alla mezzanotte tra il 4 ed il 5 maggio 1930 prima di arrivare a destinazione.
Le conseguenze
L’episodio fu molto più simbolico che deleterio per il monopolio britannico sul sale. Ebbe molto scalpore in tutto l’Impero anglo-indiano, e perfino i giornali britannici ne diedero notizia.
Il movimento di disobbedienza proseguì per quasi un anno, portando a circa 80.000 arresti di persone che violavano la tassa del sale allo stesso modo di Gandhi.
Il clamore cessò con il rilascio del Mahatma e con la convocazione di una seconda tavola rotonda per negoziati, da parte del viceré Lord Irwin, ma essa non produsse alcuna concessione concreta da parte britannica.
Gandhi
Mohandas Karamchand Gandhi, detto il Mahatma, Grande Anima, fu un politico, filosofo e avvocato. Gandhi non mirava soltanto a liberare l’India dal dominio britannico. Riteneva che l’indipendenza politica non fosse sufficiente a creare un’India libera come la desidera lui. Si attivò per mettere in atto un “programma costruttivo” per la promozione dei villaggi e l’armonia comunitaria. https://www.treccani.it/enciclopedia/mohandas-karamchand-gandhi/
Il suo messaggio si può riassumere in un’idea di libertà costruttiva: libertà dal dispotismo, con un progetto di sviluppo sociale armonico.
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