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La Maddalena e la Croce: una mostra che sa sorprendere

Tre piani di un allestimento tematico. Inaugurazione di una delle tre mostre dell’anno 2025 che sono e saranno allestite nella nostra Treviso.

TREVISO. Aperta la mostra su Hokusai al Museo Bailo, “L’acqua e il segreto della grande onda” ed in ottobre ci sarà l’inaugurazione della mostra “Da Picasso a Van Gogh”, con il ritorno del curatore delle grandi mostre Marco Goldin.

Ma l’allestimento che è stato fatto al Museo di Santa Caterina sta  particolarmente a cuore all’assessore  Maria Teresa De Gregorio, al sindaco Mario Conte e al curatore della mostra, il dott. Fabrizio  Malachin, perché parte dall’idea di dare visibilità a delle opere già in possesso dei nostri musei, creando dei percorsi accattivanti che li sappiano valorizzare adeguatamente.

Questo è proprio il caso di questo allestimento, che si si sviluppa in tre piani, ognuno dedicato ad un tema che sottolinea la presenza della Maddalena in alcuni momenti dirimenti della vita di Cristo, ad esempio ai piedi della croce; oppure va ad evidenziare quegli oggetti che la identificano , come il vaso dei profumi, il libro, la croce; infine come l’arte contemporanea ha saputo interpretare questa figura femminile, sia in forma individuale che contestualizzata nei vari momenti della vita di Cristo.

Tutto questo viene rappresentato attraverso oltre 100 opere tra dipinti, sculture, miniature, manufatti di oreficeria  e tessili, che vanno dal Medioevo alla contemporaneità.

Il curatore in merito ha sottolineato l’intento di volere rappresentare tutta l’umanità attraverso la gamma delle passioni che ha attraversato nella sua vita accanto a Cristo: paura, rabbia, tristezza, solitudine, ma anche speranza e gioia. Ecco perché , al di là  dei contenuti religiosi ai quali la mostra fa riferimento, tutti possiamo trovare in queste opere le nostre emozioni, quasi in un “manuale di educazione alle emozioni”.

A proposito delle opere , ben 31 non lo sono mai state esposte prima. In più vi è stato il ritrovamento sensazionale di un’opera del Guercino del 1639, scomparsa da più di due secoli. Restaurata nel 2023, offre una rappresentazione intima e spirituale della Maddalena penitente.

Nell’allestimento, però, vi è anche una sagoma provocatoria, che ci ricorda una scena di un crimine,

dove avrebbe dovuto essere posizionata la Maddalena Giacente di Antonio Canova, che invece non è arrivata per disguidi dovuti a problemi di responsabilità tra Sopraintendenza e Ministero.

Questo chiaramente ha creato un danno a chi aveva pensato quest’opera come parte di un percorso ragionato, ma soprattutto ai fruitori della mostra.

Un cenno particolare va alla sezione di arte contemporanea , curata da Carlo Sala, dove oltre a presenze celebri, come Arturo Martini, abbiamo la presenza di un’opera appositamente commissionata per la mostra e di una Maddalena creata con l’intelligenza artificiale.

Anche Chiese aperte, l’organizzazione fortemente voluta da Don Paolo Barbisan, responsabile dei Beni Artisitici della Diocesi di Treviso, che ha collaborato anche allestimento della mostra, partecipa a questo evento con le aperture della Chiesa di Santa Maddalena, anche con le visite guidate del sabato pomeriggio alle ore 16.

Una mostra quindi da non perdere per emozionarsi e riflettere.

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