Attenta a tematiche di salute mentale e di benessere della società, la nostra Redazione desidera sensibilizzare i lettori su un tema importantissimo: l’alcolismo, una malattia che coinvolge la famiglia, gli amici e i colleghi di lavoro e come i Gruppi familiari Al-Anon possono aiutare a risolvere il problema.
La testimonianza di un coraggioso membro Al-Anon

Il dono che abbiamo ricevuto attraverso il programma di Al-Anon si è rivelato una fonte inestimabile di forza e coraggio durante il lungo e difficile periodo della pandemia. Per noi, familiari, parenti e amici di alcolisti, la sfida di far cessare il comportamento distruttivo di una persona amata spesso può trasformarsi in una battaglia quotidiana, portandoci a sprecare energie preziose e a vivere in una sorta di prigione personale, senza nemmeno rendercene conto.
L’incontro con Al-Anon, e la consapevolezza che l’alcolismo è una malattia e non una questione di nostra responsabilità, ha aperto per noi un mondo nuovo. Questo cambiamento di prospettiva è stato fondamentale per affrontare la crisi della pandemia con maggiore lucidità e serenità. Al-Anon ci ha insegnato che, sebbene non possiamo controllare le azioni degli altri, possiamo controllare il nostro modo di rispondere a esse.
La pandemia ha radicalmente cambiato le nostre vite: ci ha privato degli abbracci, dei contatti fisici, ci ha costretti all’uso delle mascherine e al distanziamento sociale. Tuttavia, proprio in questo periodo di isolamento e restrizioni, Al-Anon ci ha fornito gli strumenti necessari per affrontare un giorno alla volta, uno slogan che ha acquistato un significato particolarmente profondo durante la crisi.
Con la chiusura dei gruppi e le restrizioni imposte dalla pandemia, ci siamo trovati a dover fare i conti con la solitudine e con la difficoltà di mantenere il contatto con gli altri. I genitori hanno avuto difficoltà a vedere i figli, i nonni non potevano abbracciare i nipoti, e il telefono è diventato un mezzo essenziale per mantenere le connessioni vitali. Per chi, all’interno delle proprie mura, aveva a che fare con un familiare che continuava a bere, la situazione era ulteriormente complicata. Ma la riapertura dei gruppi Al-Anon è stata per molti una vera boccata di ossigeno, un segno tangibile di speranza e di rinascita.
Affrontare i problemi un giorno alla volta ci ha permesso di focalizzarci su ciò che possiamo fare nel presente, piuttosto che preoccuparci del passato o temere il futuro. Questa filosofia ci ha aiutato a migliorare le nostre relazioni, a conoscerci meglio e a trovare una strada personale attraverso le sfide quotidiane. Al-Anon ci ha fornito gli strumenti per crescere più forti e fiduciosi, camminando a testa alta e affrontando la vita giorno dopo giorno.
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