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La formula salesiana perché ogni giovane si senta realizzato

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Aziende che cercano giovani specializzati: in questi ultimi mesi hanno fatto notizia le imprese che non trovano giovani con competenze tecniche per lavorare nel manifatturiero. E invece servirebbero sempre più ragazzi specializzati e appassionati del loro impiego, perché non è vero che il lavoro non c’è.
 
Eppure la scuola molto spesso non sa intercettare i bisogni reali dei ragazzi che sbagliano percorso di studio, oppure lasciano la scuola perché non sufficientemente indirizzati verso un futuro che risponda alle loro capacità e passioni.
Un’indagine su oltre 41 mila diplomati di AlmaDiploma rappresenta una situazione che dovrebbe far molto riflettere: il 45% degli studenti si dicono “pentiti” della scelta della scuola, errore che prosegue poi anche nell’Università. E i meno appagati sono proprio gli ex studenti degli istituti professionali di Stato.
In contro tendenza sono però i dati della Federazione CNOS-FAP che attraverso la Formazione Professionale coniuga l’istruzione e la formazione al lavoro con valori importanti quali l’impegno, la responsabilità, la dedizione, l’amicizia, il rispetto e l’educazione alla cittadinanza: quegli stessi valori che per tutta la vita Don Bosco ha insegnato e tramesso ai suoi ragazzi.
 
 
“Se non fosse esistita questa opportunità mio figlio si sarebbe chiuso in se stesso dopo il fallimento con le altre scuole, grazie!”
“Se qualcuno ha un figlio che non ama lo studio lo possono aiutare solo i salesiani di Don Bosco!”
“Mi avete riavviato il circuito elettrico della fiducia.”
“Prima di venire da voi ero un poco di buono voi mi avete sottratto il poco ed è rimasto il buono.”
Questi riportati sopra sono solo alcuni dei commenti di allievi e genitori raccolti dai 65 Centri di Formazione Professionale Salesiana in Italia, in un acronimo CNOS-FAP. I centri, presenti in tutta la penisola, sono gestiti dalla Federazione Nazionale che a sua volta si compone di 16 delegazioni regionali.
 
La Federazione CNOS-FAP, costituita dai Salesiani il 9 dicembre 1977, coordina i Salesiani d’Italia impegnati a promuovere un servizio di pubblico interesse nel campo dell’Orientamento, della Formazione e dell’Aggiornamento professionale con lo stile educativo di don Bosco. La Federazione intende assolvere ad un rinnovato impegno di servizio educativo nei confronti dei giovani e della società italiana che hanno riconosciuto in don Bosco il “santo del lavoro”, il “patrono degli apprendisti”, il “padre e maestro della gioventù”. L’esperienza salesiana nel campo professionale si rifà a don Bosco, che fin dal 1842 seguiva i giovani apprendisti presso le botteghe artigiane della città di Torino, fondava per loro scuole serali, festive e diurne e, nel 1853, dava inizio a laboratori interni prima per calzolai, sarti e legatori, poi per falegnami, tipografi e fabbri ferrai.
 
Qualche numero: nel 2018 l’attività di Formazione Professionale sta portando avanti 1.708 corsi, gestisce 25.980 allievi e 813.293 ore di formazione, tra Formazione Professionale Iniziale, Superiore, Continua, i Servizi al Lavoro (SAL) e di Orientamento. In questi anni ha presidiato, in modo particolare, la Formazione Professionale Iniziale che trova nei percorsi formativi di Istruzione e Formazione Professionale (IeFP) di durata triennale e quadriennale la sua espressione migliore. Propone però anche altre soluzioni messe in atto dalle Regioni per rispondere alla domanda di formazione espressa dai giovani, come i percorsi formativi in apprendistato per la qualifica e per il diploma professionale o altre offerte formative più brevi e personalizzate. I destinatari di questi percorsi sono giovani che al termine della scuola secondaria di primo grado, scelgono di adempiere al diritto-dovere d’istruzione in un percorso formativo di durata triennale, ma anche studenti che lasciano istituti secondari di secondo grado e che scelgono la IeFP perché la trovano più idonea alle loro attese di professionalità e inserimento nel mondo del lavoro. Molti sono anche gli immigrati di prima e seconda generazione.
 
“Per gli allievi di origine migratoria il CFP è uno strumento che agevola l’integrazione.”
“Abbiamo fatto una gran fatica all’inizio ma poi ne siamo usciti brillanti e ora siamo adulti.”
“Avete fornito ai ragazzi gli strumenti utili per affrontare la loro futura crescita.”
“Il Centro di Formazione Professionale salesiano ha restituito a mio figlio la fiducia in se stesso. Voi puntate molto sugli aspetti positivi dei ragazzi valorizzando quello che sanno fare.”
Numerosi anche i protocolli di intesa firmati con le aziende con l’obiettivo di migliorare l’offerta formativa.
Seguono alcuni dati e percentuali che escono dal monitoraggio del successo formativo realizzato tra gli allievi nel periodo luglio ottobre 2017. Con i risultati raggiunti. Uno tra tutti: quasi la metà dei giovani (49,7%) che lavorano dopo aver frequentato i CFP salesiani ha trovato occupazione appena dopo 3 mesi, il 26,7% lo ha trovato nelle aziende dove il CFP li ha mandati in stage.
 
Tra i giovani intervistati l’87,19% studia e lavora, l’89,76% studia + lavora + fa altro come per esempio servizio civile, patenti europee, altri corsi. In particolare il successo formativo si evidenzia nel settore dell’energia 90,48%, della grafica 93,04% e nel settore elettro elettronico 92,2%. In percentuale il successo formativo nel biennio 2015/2016 è pari ad 89,76% rispetto al 69,19% dei primi anni di attività 2008/2009.
La maggior parte degli allievi che frequenta percorsi di IeFP salesiani ha 18 anni (39,76%) seguono i diciannovenni (26,84%). Rispetto al biennio 2015/2016 si assiste ad un +12,91% di presenza di allievi provenienti direttamente dalla scuola secondaria di I° grado e a un -13,51% di allievi provenienti da esperienze in scuole secondarie di II° grado segno che si sceglie la IeFP come prima scelta. L’83,19% sono
italiani mentre diminuiscono di un punto percentuale gli stranieri. Rimane stabile la percentuale di maschi tra gli allievi 84,32%.
 
L’89,13% ha ottenuto una qualifica professionale nel 77,13% dei casi con un percorso triennale di studi. Il 32,27% alla fine di questo percorso ha trovato un lavoro ma il 30,18% ha proseguito gli studi. Il 53,28% di coloro che proseguono gli studi nelle scuole secondarie di II grado lo fa in un istituto professionale.
Sono aumentati nell’ultimo anno gli allievi che hanno trovato lavoro presso le aziende dove hanno frequentato lo stage (+7,02%) ossia il 26,73%. Chi ha trovato lavoro lo ha trovato soprattutto con contratto atipico 38,79%, tipologia aumentata del +31,81% così come diminuiscono i contratti di apprendistato (-14,26%) quelli a tempo determinato (-0,57%) e indeterminato (-4,19%). Il settore più recettivo è quello meccanico 22,18% seguito dal turistico alberghiero 19,91%.
 
Il 49,72% di chi lavora ha trovato occupazione entro i 3 mesi, nell’81,91% in piccole e medie imprese.
“Mio figlio aveva problemi di apprendimento ma voi lo avete fatto sentire capace e non diverso. Questo unito al valore dato alle materie laboratoriali ha dato al ragazzo la convinzione e la giusta motivazione per proseguire gli studi.”
“Mi avete migliorato come persona e come studente. Ma più come persona perché io con lo studio ci faccio poco.”
“Con mio figlio la formula vincente è stato il vostro metodo educativo. Un insieme di regole ferme ed efficaci inserite in un clima familiare dove sentirsi parte di un’unica realtà.”
 
Numeri, storie di vita, esperienze innovative, alleanze, scelte educative e formative saranno al centro del Convegno:“LE NUOVE FRONTIERE DELLA FORMAZIONE. Giovani, network, alleanze” in programma il 6 aprile prossimo a Brescia presso Università Cattolica del Sacro Cuore, Contrada di Santa Croce, 17, dalle ore 9.30 alle 17.00.
L’evento è organizzato dal CNOS-FAP, Università Cattolica di Brescia – Facoltà di Scienze della Formazione, Laurea magistrale in Progettazione pedagogica, in collaborazione con Forma e CEI – Settimane Sociali.

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