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La famiglia miracolata dell'incidente della Befana al sindaco: si metta in sicurezza l'incrocio maledetto

2 minuti di lettura

La vista di quel seggiolone rosso compresso tra lamiere contorte e detriti parla più di qualsiasi commento. E dice tutto dell’autentico “miracolo” da cui sono stati “toccati” la piccina di soli tre anni che vi era seduta e i suoi genitori, così come dell’estrema pericolosità di un incrocio, quello tra via Marinoni e via Volpino, a Pianiga, dove gli incidenti sono all’ordine del giorno e dove urgono interventi prima che ci scappi il morto. Per non parlare, poi, dell’altro seggiolino, rimasto letteralmente squarciato, che si trovava nell’auto, quello della sorella più grande, che per fortuna nella circostanza non c’era: un’altra grazia.
 
Il giorno dell’Epifania, attorno alle 13, la bimba, originaria di Noale, è seduta sul suo seggiolino regolarmente fissato al sedile posteriore di una Bmw 520 D condotta dal papà, di 39 anni, e con a bordo anche la mamma, di 37: la famiglia sta procedendo lungo via Marinoni, la strada principale con diritto di precedenza, quando all’improvviso la vettura viene speronata da una Renault Mégane condotta da un 31enne di origini albanesi (e con all’interno un altro passeggero), che, uscendo da via Volpino, manca lo stop: un film già visto.
 

 
 
L’impatto è terribile: la Bmw finisce capottata e tutta accartocciata nel fossato, per fortuna senz’acqua. I tre occupanti, trasportati al pronto soccorso dell’ospedale di Dolo, escono tutti ammaccati con lesioni varie per diversi giorni di prognosi (anche 15), ma miracolosamente vivi: la piccola riporta qualche taglio e graffio. Ma lo shock subìto è incalcolabile: adesso la bambina non vuole più salire in macchina, troppa la paura.
 
 
 
 
Per essere adeguatamente risarciti dei danni fisici, materiali e morali, i genitori si sono affidati a Studio 3A, società specializzata a livello nazionale nella valutazione delle responsabilità in ogni tipologia di sinistro, a tutela dei diritti dei cittadini, attraverso la consulente personale dott.ssa Alice Righi.
 
La società, assieme ai suoi assistiti, lancia un appello al Comune di Pianiga, perché è indubbio che l’incidente sia stato causato dal mancato rispetto dello stop da parte della vettura di controparte, ma è altrettanto vero che in quel punto nero della viabilità, che infatti a Pianiga chiamano “incrocio maledetto”, vanno rafforzati i presidi di sicurezza, magari segnalando meglio e prima il cartello di stop, migliorando la visibilità, limitata da un lato da una siepe, e installando qualche dosso per costringere i veicoli a rallentare, almeno in prossimità dell’intersezione: via Volpino, tipica strada del Decumano, è un lungo rettilineo dove si corre. Troppo.
 
 

 
 
E infatti, appena dieci giorni dopo, Studio 3A si è trovato a gestire un altro incidente fotocopia avvenuto nello stesso punto, su mandato del titolare di una ditta del posto, di 50 anni, del figlio ventenne e di un altro dipendente di 43 anni. Quest’ultimo, che era alla guida, e il giovane, passeggero, il 16 gennaio, alle 8 del mattino, procedevano su via Marinoni con un camioncino Nissan Cabstar, che è stato centrato da un mezzo sbucato a sua volta da via Volpino senza dare la precedenza, anche se dal lato opposto da cui era uscita la Mégane che aveva causato il sinistro della Befana. Con i soliti risultati: migliaia di euro di danni materiali (la cabina del camion è distrutta) e svariati giorni di prognosi per le persone coinvolte, finite al pronto soccorso. Per fortuna le persone coinvolte se la sono cavata anche stavolta, ma per quanto durerà il miracolo?
 

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