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La Confidenza di Elio Germano

Di segreti e di confidenze si vive e si giace, ma soprattutto si convive e se ne porta il peso, quasi fosse un menhir affettivo. Di quelli che condizionano vita e cammino, in maniera invasiva, ineluttabile.

Il libro di Starnone, che Daniele Luchetti porta al cinema con la sceneggiatura perfetta di Francesco Piccolo, parla di amore e di tutto quello che in questo caso gira intorno, corollario tangibile di una relazione tossica forse fin dalla sua genesi.

Pietro (Elio Germano) è un insegnante innamorato di se stesso, narciso e intento a specchiarsi nella sua vita, ma che si invaghisce dii una sua allieva, Teresa (Federica Rosellini), con cui al termine della scuola intraprende una relazione che diventa pericolosissima quando un giorno si scambiano vicendevolmente un segreto inconfessabile, autentico spartiacque del film.

E la vita dei due protagonisti che si dipana negli anni con le loro esistenze parallele condizionate irreparabilmente da quel frame raffigurante il reciproco rilascio del segreto di entrambi.

Confidenza che ha due pesi specifici e sembra che quella di Pietro, profonda e misteriosa come ovvio che sia, debba essere spaventosa, tanto da far virare la pellicola in un thriller psicologico, figlio di cattive coscienze e terrore di rivelazioni.

Rivelazioni che trattengono il film ancorato in un labirinto autarchico, fornendo agli autori un occasione unica per confezionare una storia che indaga su fragilità e incapacità di “reggere nel presente il probabile futuro“.

Un peso insostenibile, che domina l’esistenza e da quale senbra impossibile sfuggire, sottrarsi.

Photo credit by ComingSoon.it

Intravisti per voi di Mauro Lama

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