Da Cannes, finalmente nelle nostre sale cinematografiche approda “La Chimera“, l’ultimo lungometraggio di Alice Rohrwacher, che fra dramma e pura ironia ci trascina piacevolmente in un paesino della Tuscia nell’alto Lazio dove, siamo negli anni 80, Arthur (Josh O’ Connor), stropicciato sia nel suo abito bianco come nella vita, appena uscito di prigione sbarca il lunario trafugando nelle necropoli etrusche reperti archeologici.
Il suo innato fiuto da rabdomante è estremamente corteggiato da una piccola, grande corte di balordi della zona con il vezzo del danaro fatto alla svelta per vivere in bellezza.
La ricerca del tesoro, un tesoro da far riemergere solo a scopo mercenario, eludendo tout court cultura e storia, scavando anche a mani nude.
E “La Chimera“ graffia in quanto irriverente e poetica, ma mai ostile, ammantata da atmosfere felliniane che strizzano l’occhio nei dintorni di Pasolini, mantenendo la barra dritta di una narrativa empatica, ricca di riferimenti.
Che si segue piacevolmente, tra le fugaci scoperte che riemergono, come nelle storie dei personaggi variegati che sembrano essere a proprio agio girovagando piacevolmente nella loro “provvisorietà“. Fatta di un’esistenza border line ma mai drammatica, quasi essenziale. Sempre però alla ricerca del cambio di destinazione, fatta di quel benessere che deve solo arrivare dalle tombe etrusche, dalla storia sotterranea.
La Chimera, regia e sceneggiatura di Alice Rohrwacher, con Josh O’Connor, Isabella Rossellini, Alba Rohrwacher, Carol Duarte, Vincenzo Nemolato
Intravisti per voi di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

