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La bandiera a mezz’asta

È quella pratica di issare e far sventolare la bandiera a metà del pennone e non in cima, in segno evidente di lutto, purtroppo ancora d’attualità in memoria dei tre carabinieri scomparsi nella tragedia di Castel D’Azzano

La tradizione marinara risale a secoli fa, quando l’abbassamento del vessillo stava a significare un lutto o un comandante caduto e questa consuetudine si è propagata anche in ambito civile come autentico e sincero segno di solidarietà o di cordoglio nazionale. Pratica estesa dalla marina militare agli edifici pubblici, alle istituzioni governative e alle ambasciate.

Il XVII è il secolo che vede gli albori per far sventolare in cima agli alberi le cosiddette “bandiere invisibili della morte“. In Italia il gesto di ammainare le bandiere è una tradizione che si è radicata nel tempo e simboleggia in maniera inequivocabile il lutto nazionale e tutta quella solidarietà verso le vittime di eventi purtroppo tragici o commemorazioni di figure istituzionali. Ma oltre le tragedie nazionali, i disastri naturali o gli eventi internazionali degni di grande risalto.

Ma è senza dubbio il segno di un lutto collettivo, una pausa, una riflessione che induce alla solidarietà e al rispetto per un momento di dolore che diventa unione. Una sorta di manifesto ricognitivo nelle nostre coscienze, dove quella bandiera che non riesce a raggiungere il pennone diventa simbolo universale, una grande occasione di raccoglimento e dignità. Prima della giusta memoria che verrà. Per non dimenticare quello che è avvenuto e ci si augura non debba più ripetersi, con il vessillo della civiltà che non deve mai essere ammainato. Fiero di rappresentarci nel segno della pace e della più sincera fratellanza.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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