“Immaginate se una delle coltivazioni più diffuse nel mondo, come il grano, non riuscisse ad adattarsi al cambiamento climatico” ci invita a pensare Cary Fowler (ideatore della banca delle sementi Svalbard global seed vault); come risponde lui stesso, è istintivo pensare che “Il costo a livello umano sarebbe inestimabile”.
Lo “Svalbard global seed vault ” è un deposito che si trova in un arcipelago del mar glaciale Artico, più o meno a 1.300 chilometri dal Polo nord. Una ragione della sua creazione potrebbe essere quel fascino perverso che gli uomini hanno sempre avuto verso l’idea di una possibile Apocalisse. Oggigiorno, a causa del cambiamento climatico, l’Apocalisse non sembra più un’idea tanto bizzarra. Basti dire che funziona come una banca dei semi del mondo, e che noi tutti in futuro potremmo esserne i clienti, o meglio ricevere i benefici della sua esistenza.
È stato inaugurato nel 2008, e da allora offre alle sementi un riparo da guerre e calamità naturali. In dieci anni ha già ricevuto più di un milione di campioni da tutto il mondo e continua a riceverne. Dimenticarsi di un seme potrebbe rivelarsi una perdita inestimabile data la ricchezza, la casualità e i tempi dell’evoluzione. Ma ora la struttura è a rischio: con il clima che cambia il terreno ghiacciato che la circonda ha cominciato a sciogliersi e il suo futuro è in pericolo.
Fonte: Internazionale
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