A 44 anni Serena Williams torna a giocare nel singolo a Wimbledon. Sconfitta per 6-3 6-7(6) 6-3 con l’australiana Maya Joint in due ore e 22 minuti
WIMBLEDON (INGHILTERRA) – In alcuni momenti è stato come avere un déjà-vu. Vederla lì su quel campo centrale che l’ha vista trionfare ben sette volte. Il tutto a quasi quattro anni dal suo ritiro. Eppure è stato tutto vero. Un po’ come nel film Rocky Balboa. Il grande vecchio campione decide di tornare sul ring per l’ultimo ballo.
Ci teneva molto Serena Williams. Voleva disperatamente che le sue due figlie, Olympia e Adira, la vedessero giocare dal vivo almeno una volta. Aveva tutto da perdere in realtà. Eppure la pluricampionesse statunitense si è messa in gioco per l’ennesima volta. Davanti alla sua famiglia al completo e a sua sorella Venus che la riprendeva dal box.
E lo ha fatto con tutta la sua potenza, con quella sua battuta leggendaria che ancora, senza praticamente allenamento e con i segni di due gravidanze e l’età che avanza, ha segnato i 122 mph. Una follia anche solo a pensarci lucidamente.
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“Volli, sempre volli, fortissimamente volli” diceva Vittorio Alfieri. E così è stato. Il risultato non è stato magari quello voluto, ma la gioia e la fortuna di vederla ancora una volta sul prato di Wimbledon è stata impagabile. Una battaglia di due ore e 22 minuti, le tribune solo per lei.
Alla fine ha vinto l’australiana Maya Joint, n.87 WTA per per 6-3 6-7(6) 6-3. Una ventenne che mai avrebbe pensato di poter gareggiare con la 23 volte campionessa Slam in singolare. Una leggenda del tennis mondiale. Eppure è successo davvero.
Per una notte la regina è tornata.
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