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Kiefer e l’arte contemporanea a Palazzo Ducale

Percorrendo le voluttuose e rispettose scalinate del Palazzo Ducale di Venezia che ci portano con il naso all’insù fino alla magnificenza della Sala dello Scrutinio non senza una veloce quanto spasmodica sosta nella sala del Senato ove si respira l’icona della Serenissima, arriviamo leggermente ansiogeni al cospetto del ciclo di dipinti creato appositamente da Anselm Kiefer, evento che rientra nelle celebrazioni per i 1600 anni dalla fondazione di Venezia.

La sfida è ardua perché il talento di Kiefer si imbatte in una sequela di big match nientepopodimeno che con Tintoretto, Palma il Giovane, Andrea Vicentino, mica tavolozze di tutti i giorni.

8 monumentali opere disposte lungo i lati della sala ci narrano e dispiegano una Venezia ciclica che attraversa gloria, successioni e opulenza, ricchezza di intenti e raffigurazioni dove tutto appare materico in queste tele moderne quanto velatamente o volutamente arcaiche.

La distruzione e la creazione si inseguono arrivando ad essere concetto e dimensione allo stesso tempo. Universalmente.

Il ruolo dell’arte contemporanea “ospitata“ a corte ci disarma nella dicotomia dell’ambientazione ma al contempo ci rassicura e dispone il nostro pensiero verso una cultura che allontana la chiusura d’emblèe per aprirsi a linguaggi che seppur differenti in maniera clamorosa si ritrovano in nome dell’arte e del desiderio di bellezza nella sua accezione più benevola.

Anselm Kiefer, mostra a cura di Gabriella Belli e Janne Sirén – Palazzo Ducale Venezia, prorogata fino al 6 gennaio 2023

22/21 Eventi di Mauro Lama

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