31 luglio 1954, gli italiani conquistano il K2 e oggi è il settantesimo anniversario
“Vittoria al 31 luglio. Tutti rientrati alla base“. Con queste parole lanciate attraverso un apparecchio trasmittente, collegato con Skardu (luogo di reclutamento di ben seicento portatori indigeni), Ardito Desio, capo della spedizione italiana al Karakorum, annunciava la conquista del K2 da parte di Achille Compagnoni e Lino Lacedelli.
Il messaggio volò per il mondo intero.
La spedizione, preparata dal Comitato scientifico del club alpino italiano e sponsorizzata anche da Touring Club italiano, puntava alla seconda vetta del mondo, il k2, 8611 mt sul livello del mare.
Nel maggio dell’anno precedente (1953), il neozelandese Hilary e lo sherpa Tenzing avevano conquistato l’Everest, (8849 mt). Ma il k2 restava secondo a nessuno per l’estrema pericolosità di vento e tempeste di neve che continuamente avvolgevano la montagna e per il lungo, insidioso percorso di avvicinamento, trovandosi la base della stessa a più di 100 km dal villaggio più prossimo. La spedizione era partita il 20 aprile 1954 dall’ aeroporto di Ciampino, destinazione Pakistan. Seguendo il percorso classico tracciato nel 1909 dal Duca degli Abruzzi durante un tentativo di conquista fallito per le estreme condizioni ambientali, Compagnoni e Lacedelli coadiuvati fin quasi alla vetta da un giovanissimo Walter Bonatti, riuscirono nella titanica impresa.
Così Dino Buzzati descrive sulle pagine del Corriere della Sera del 1954 l’impressione che la notizia fece in Italia.
“Da parecchi anni gli italiani non avevano avuto una notizia così bella. Anche chi non si era mai interessato d’alpinismo, anche chi non aveva mai visto una montagna, perfino chi aveva dimenticato quale sia l’amor di patria, tutti noi, al lieto annuncio, abbiamo sentito qualche cosa a cui si era persa l’abitudine, una commozione, un palpito, una contentezza disinteressata e pura. E con la fantasia abbiamo cercato di vedere i due vittoriosi sul pinnacolo ultimo del colosso… e i compagni appollaiati sugli spalti della ciclopica parete… il colosso umiliato cercherà ora di di vendicarsi scatenando la bufera? Il maltempo, infernale maltempo dell’Himalaya contro cui le forze umane sono pressoché zero… Troppo tardi. I più forti ormai sono loro, con la sua luce la vittoria li accompagna.”
Photo Credit by Wikipedia
Zero Biscuit di Mauro Lama
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