È durato solo un giorno “Italianità”, il Murale dedicato alla leggendaria vittoria dell’Italvolley femminile con impresso Paola Egonu che schiaccia un pallone contro il razzismo
ROMA – Un giorno. Un giorno soltanto e subito la bellissima opera dello Street Artist Laika è stata deturpata. All’indomani della meravigliosa vittoria alle Olimpiadi delle azzurre del Volley, era apparso un bellissimo quanto profondo murale di fronte alla sede del Coni a Roma.
L’immagine è potente. Paola Egonu con indosso la maglia della Nazionale Italiana che schiaccia con tutta la sua forza un pallone con scritto: “Stop Racism“. Il titolo dell’opera è “Italianità“.
Le immagini di quest’opera hanno fatto immediatamente il giro del mondo. Una celebrazione per la squadra ma anche per una donna, nata a Cittadella, che è indubbiamente la più forte al mondo, con ben undici titoli di MVP in soli tre anni in tutte le competizioni affrontate (e vinte).
Se ne sono dette di tutti i colori su Egonu, su questa Nazionale, figlia dei nostri tempi. Ma soprattutto una cosa fa pensare: si parla di integrazione, quando sia la veneta che Myriam Silla sono italiane quanto me o voi che leggete. Nate in Italia, cittadine italiane, culturalmente italiane e, a differenza dei loro detrattori, portano avanti vittoriosamente con orgoglio il tricolore in ogni stadio del mondo.
Quel bellissimo murale voleva rappresentare il cambiamento di una Nazione, di una mentalità retrograda e avvilente che nel 2024 non dovrebbe più esistere. Di come una donna possa con la sua forza cambiare il mondo. Invece, dopo nemmeno un giorno, l’opera è stata deturpata. Cancellata la scritta sul pallone e l’atleta azzurra “ricolorata” di rosa.
Italianità?
Egonu era salita agli onori della cronaca prima per il suo bacio a una ex compagna di squadra con cui aveva una relazione, poi per le sue dichiarazioni sul razzismo persistente in Italia, cosa che l’aveva talmente segnata da pensare di abbandonare i colori azzurri.
All’epoca aveva solo ventidue anni e la pioggia di offese ricevute era talmente grande da farle porsi una domanda: “Perché non si guardano i miei meriti sportivi ma solo il colore della mia pelle? “
Da lì si impegna in una lotta in prima persona contro il razzismo. Prima alle Iene, poi Sanremo. Il pubblico si divide tra chi è dalla sua parte e chi si offende per le sue parole. Che avrà detto mai di così denigratorio.
La verità: “Siamo un popolo razzista“.
“Mi sta antipatica non perché è nera, ma perché ce l’ha con gli italiani” Quanti commenti così si leggono ogni giorno nei Social?
E forse sta proprio tutto qui quel concetto di Italianità. Una mentalità talmente retrograda ma insita in molti di noi che ci fa fermare a guardare il colore della pelle o le preferenze sessuali, o i vestiti, o la provenienza geografica di una persona e non le sue qualità. Non importa tu sia la più forte pallavolista al mondo. Verrai comunque giudicata in toto.
E allora rifacciamolo questo murale, mettiamolo di fronte a ogni scuola italiana, a ogni palestra. Facciamo come quel passante a Roma che con un pennarello ha ridipinto di nero il murale. Ricordiamo che esiste una donna che come sbatte a terra un pallone a 116 km/h lo sta cercando di fare anche con i pregiudizi.
Il commento di Zaia
Anche il presidente della Regione Veneto Luca Zaia ha voluto condannare l’atto vandalico al murale dedicato a Paola Egonu:
“Esprimo con assoluta determinazione la mia condanna per il gesto ignobile che ha deturpato il murale dedicato a Paola Egonu, un’icona dello sport nazionale e motivo di grande orgoglio per tutto il Veneto. Questo atto di vandalismo non rappresenta solo un attacco alla persona, ma colpisce tutti noi e i valori di rispetto che sono alla base della nostra comunità. Paola Egonu, con la sua straordinaria prestazione alle recenti Olimpiadi di Parigi, coronata da una meritatissima medaglia d’oro, incarna l’eccellenza sportiva e la determinazione che tutti noi ammiriamo. Una figura di ispirazione per i giovani, che deve essere ammirata e presa ad esempio anche per la storia personale, non certo vilipesa. I campioni si onorano, non si imbrattano. A chi si è macchiato di questo gesto riprovevole, è bene ricordare che non c’è posto per l’intolleranza e l’inciviltà. Chiedo che si indaghi con celerità su questo episodio affinché i colpevoli, che si fanno forti dietro l’anonimato, siano individuati”.

Photo Credits: Simone Ferraro/CONI
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