A circa 70 chilometri a sud di Roma, in provincia di Latina, si trova un piccolo borgo fra i più interessanti e antichi della regione: Cori.
A ridosso dei monti Lepini questo borgo che la tradizione vuole abbia origini antichissime (XII secolo a.C.) custodisce alcune delle tante meraviglie del nostro paese: i resti del tempio d’Ercole, la chiesa di Sant’Oliva ed infine, ma non per importanza…anzi… “l’Oratorio della Santa Annunziata” definita la “Cappella Sistina di Cori” o la “Cappella degli Scrovegni”, per la bellezza e raffinatezza dei suoi affreschi, che lasciano il visitatore letteralmente senza fiato! Ma procediamo per gradi.
Il Tempio d’Ercole si ritiene sia stato costruito intorno all’89/90 a.C. per volere di due magistrati locali, Marco Maglio e Lucio Turpilio, i cui nomi sono incisi sulla porta. All’epoca doveva essere uno splendore. Secondo gli archeologi infatti, le pareti del tempio e l’architrave sorretta da colonne alte 7 metri erano decorate con stucchi colorati e conferivano al tempio un aspetto maestoso1. È un tempio tetrastilo che presenta otto colonne di stile dorico ben conservate, insieme al frontone e alla trabeazione ben visibili ancora oggi.
Proseguendo per le piccole affascinanti vie del borgo si raggiunge il complesso monumentale di S. Oliva che si affaccia sulla vasta pianura, offrendo una vista panoramica meravigliosa. La chiesa racchiude 2000 anni di storia in quanto è composta dai resti di un antico tempio sul quale nel XII secolo venne edificata, e dal campanile. In una fase successiva, nel XV secolo, sul lato ovest della chiesa fu annesso un convento con un bellissimo portico di 27 capitelli tutti diversi dei Padri Agostiniani che fecero poi erigere la Cappella del Crocifisso adiacente alla chiesa dedicandola a S. Agostino.
Entrando sul lato destro si possono osservare le colonne di quello che fu un tempio romano del III-I secolo a.C. dedicato a Giano, una delle divinità più importanti dell’epoca romana. Si percepisce un delicato profumo d’incenso e si è avvolti dal silenzio, una magia. Al centro e sulla parete di destra emergono gli affreschi del Cristo con gliEvangelisti, quello di S. Oliva che è rappresentata tra S. Monica e S. Agostino, S. Vito con l’ascia e la Madonna con il Bambino (XVII secolo).
Spostandosi sulla sinistra si accede alla cappella del Crocifisso. L’occhio viene attratto dagli affreschi illuminati da una tenue luce che filtra dalle piccole finestre in alto. La volta è interamente decorata con immagini dell’Antico e del Nuovo testamento. Al centro dell’abside è rappresentato, circondato da un’aureola di angeli, il Padre Onnipotente che è seduto e dà la benedizione. Più in basso Gesù che incorona la Madonna, poi un cardinale che si ritiene sia Guglielmo d’Estouteville, vescovo di Ostia e Velletri tra 1461 e il 1483 che finanziò la costruzione del convento.
La visita successiva è sulla strada per Latina, fuori dal centro urbano: l’Oratorio e la Cappella della Santissima Annunziata, monumento nazionale, definita, per la sua bellezza, “la cappella degli Scrovegni del basso Lazio”. Da un cancello anonimo sulla strada si accede ad una scalinata al termine della quale ci si trova di fronte all’Oratorio o Cappella della Santissima Annunziata che è annessa alla chiesa di San Silvestro. La costruzione dell’Oratorio risale al 1400 e fu voluta dal cardinale Pedro Fernández de Frías anche con il supporto del comune di Cori come testimonia lo stemma del Leone Rampante il più antico della città sulla facciata accanto alla scritta voluta dal cardinale …” De Spagna fuit qui me legerit dicat unu pater nr p aia mea” (Fu spagnolo. Chi mi leggerà dica un Padre Nostro per l’anima mia).
Varcata la soglia il visitatore rimane esterrefatto dai meravigliosi affreschi dai colori forti che adornano tutto l’oratorio lungo 8 metri e largo 4, in stile “tardo gotico” e sono fra i più importanti di quel periodo nel Lazio.
Una tenue luce si fa strada attraverso due sole finestre. Qui è come se il tempo si fosse fermato. Il racconto degli episodi più salienti della Bibbia cattura lo sguardo del visitatore. Gli affreschi che adornano la cappella rappresentano l’Annunciazione, la natività e a fianco l’adorazione dei magi con lo stemma del Cardinale de Frías.
Sulla volta scene dell’antico e nuovo testamento:
la Creazione di Adamo ed Eva, il peccato originale, la cacciata dal paradiso terrestre, il sacrificio di Caino e Abele. E come leggere alcuni passi del vangelo e della Bibbia. Si è letteralmente rapiti da tanta bellezza. Sulle pareti continua la narrazione con Mosè sul monte Sinai, la morte dei primogeniti ebrei, il passaggio del Mar Rosso. Non mancano le scene della passione di Cristo, la cattura, la via crucis, la crocifissione poi la resurrezione, le bellissime immagini che rappresentano gli Apostoli, solo per citarne alcuni. Ed infine, nella contro facciata, lo straordinario “Giudizio Universale” con i dannati ed i loro relativi supplizi.
Ma come sempre accade quando si ammira tanta bellezza sono le immagini che parlano con la loro espressività, con i loro colori, coi tanti simbolismi che generano non poca emozione.
Un ultimo giro nel borgo e con la promessa di tornare lascio questo magico luogo del nostro bel paese!
Visite su prenotazione:
Pro Loco Cori
Piazza S. Oliva, 04010 Cori LT
Tel. 06 96617213
1: https://www.scoprirecori.it/scopri/tempio-ercole-cori/
2: Lo stemma più antico della Città di Cori è posizionato sulla parete esterna della Cappella della Santissima Annunziata ed è uno stemma databile intorno al 1440.
Descrizione araldica: “di rosso, al leone d’oro, allumato e linguato di rosso, caricato sotto la criniera dal cuore, dello stesso” (leone rampante in campo rosso con cuore in vista).
Lo stemma è sormontato da un fregio con la scritta latina “Corem Domus Tua” e rappresenta di fatto uno stemma parlante. In epoca romana la Città di Cori si chiamava CORA, in epoca medievale la Città si chiamava CORE (Cuore), ragion per cui “il Cuore è la casa tua” (Cuore è il nome della Città)”.
Fonte: Pro Loco Cori APS
3: Anche Il Comune di Cori partecipò alla decorazione pittorica commissionando al pittore privernate Pietro Coleberti il grandioso Giudizio Universale della controfacciata, compiuto intorno al 1430. Un’altra maestranza realizzò le maestose figure di Apostoli nel registro inferiore che per la qualità pittorica furono attribuite a un collaboratore del grande pittore fiorentino Masolino da Panicale, sodale di Masaccio a Roma e Firenze. “
Fonte: https://cultura.gov.it/luogo/cappella-della-ss-annunziata)
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