ISTAT, nel 2020 aumento dei decessi del 15,6%. Alcuni studiosi consigliano basta distanziamenti e mascherine

Secondo i dati pubblicati dall’ISTAT in Italia nel 2020 sono decedute 745.146 persone, 100.526 i più rispetto alla media dei precedenti cinque anni con un aumento del 15,6%. L’aumento probabilmente è dovuto alla pandemia.

Questi dati ci permettono di valutare quale sia stata la sovra mortalità rispetto ai quinquennio precedente il 2020.

L’ISTAT rileva anche che c’è stata una concentrazione dei decessi nelle regioni del Nord Italia e che, durante la prima ondata pandemica, la Lombardia ha evidenziato un aumento dei decessi pari al 111,8%, mentre in Veneto l’aumento è stato contenuto e pari al 19,4%.

Gli anziani i più a rischio mortalità. Durante le due ondate dell’epidemia è morto il 40% in più delle persone ultra ottantenni residenti nelle regioni del Nord. Differenza tra gli uomini e le donne di questa fascia di età; i maschi oltre gli 80 anni hanno avuto un incremento dei decessi pari al 74%, mentre per le donne aumento più contenito pari al 62%.

Questi i dati, ma secondo due eminenti scienziati statunitensi, rispettivamente del Dipartimento di biologia della Emory University di Atlanta e del Dipartimento di Biologia del Centro Dinamica malattie infettive Università della Pennsylvania, stiamo sbagliando tutto.

Infatti secondo questi due scienziati più il virus circolerà velocemente e più velocemente ce ne libereremo. Bisogna quindi eliminare ogni forma di distanziamento e di protezione per diffonderlo il più possibile per ridurne così l’aggressività.

Secondi i due studiosi bisogna che il Covid diventi un’abitudine e non una eccezione non accantonando però i vaccini. Se non procederemo in questa direzione, i due scienziati prevedono che non ci libereremo del Covid per i prossimi venti anni.

Fonte: ilpost.it e Liberoquotidiano.it

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Ultima modifica il 7 Marzo 2021 11:42

Gianfranco Vergani

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