Israele e Hamas hanno compiuto lunedì un passo importante verso il consolidamento della fragile tregua a Gaza, procedendo allo scambio di ostaggi e detenuti.
GERUSALEMME. In un’operazione attentamente coordinata, Hamas ha liberato gli ultimi 20 ostaggi israeliani ancora vivi a Gaza, mentre Israele ha rilasciato quasi 2.000 detenuti palestinesi, in un momento di sollievo condiviso dopo anni di violenze e perdite. Lo scambio — parte di un accordo di pace promosso dagli Stati Uniti — ha suscitato emozioni forti e scene di festa da entrambe le parti del confine.
A Tel Aviv, decine di migliaia di persone si sono radunate in Hostages Square per assistere in diretta al rientro dei liberati, trasportati da un elicottero militare. Un boato di gioia ha accompagnato il passaggio del velivolo sopra la folla, mentre sui maxischermi scorrevano le immagini dei ricongiungimenti familiari. L’esercito israeliano ha inoltre confermato la restituzione, tramite la Croce Rossa, dei corpi di quattro ostaggi deceduti durante la prigionia.
Contemporaneamente, nella città meridionale di Khan Younis, migliaia di palestinesi sono scesi in strada per accogliere circa 1.700 prigionieri rilasciati da Israele. Scene di festa anche a Ramallah, in Cisgiordania, dove sono arrivati 88 detenuti che stavano scontando l’ergastolo. Altri 160 sono stati trasferiti in Egitto dopo la liberazione.
Nel pomeriggio, oltre 20 leader mondiali si sono riuniti in Egitto per un vertice co-presieduto da Donald Trump e dal presidente egiziano Abdel Fatah al-Sisi, con l’obiettivo di trasformare la tregua temporanea in una pace stabile.
«Finalmente abbiamo la pace in Medio Oriente», ha dichiarato Trump, affiancato dai leader di Qatar, Turchia ed Egitto. Il presidente statunitense ha firmato con loro una dichiarazione congiunta che mira a trasformare il cessate il fuoco in un vero piano di pace. Israele e Hamas, tuttavia, erano assenti dalla cerimonia della firma — un segno della fragilità dell’intesa.
In precedenza, Trump aveva parlato alla Knesset, il parlamento israeliano, invitando i deputati a cogliere quella che ha definito «un’opportunità storica» per la riconciliazione. «È finito un lungo incubo per israeliani e palestinesi», ha affermato.
Nonostante la giornata di festa, le questioni centrali restano aperte: chi governerà Gaza e se Hamas accetterà di disarmarsi sono ancora nodi irrisolti. La tregua, per ora rispettata, arriva dopo due anni di una durissima campagna militare israeliana che ha causato quasi 68.000 morti a Gaza, in seguito all’attacco di Hamas del 7 ottobre 2023, in cui 1.200 israeliani furono uccisi e 250 presi in ostaggio.
Le Nazioni Unite hanno avvertito che la Striscia resta in condizioni disperate: gli aiuti umanitari hanno iniziato ad arrivare, ma sono ancora insufficienti. «Gaza ha bisogno di assistenza vitale», ha dichiarato l’Ufficio ONU per il coordinamento degli affari umanitari (OCHA), annunciando l’ingresso di nuovi convogli nei prossimi giorni.
L’ultima tregua, siglata all’inizio del 2024, era durata appena due mesi prima di crollare. Trump si è detto fiducioso che il suo piano in 20 punti per la pace e la ricostruzione di Gaza possa «mettere radici e durare nel tempo».
Per israeliani e palestinesi, quella di lunedì è stata una giornata di speranza, un raro respiro dopo anni di sofferenza.
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