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Israele colpisce leader di Hezbollah a Beirut: attacchi e tensioni in aumento

Israele colpisce leader di Hezbollah a Beirut, con tensioni crescenti e timori di escalation, mentre il conflitto con l’Iran potrebbe intensificarsi ulteriormente

LIBANO. Israele ha continuato i suoi pesanti attacchi su tre fronti – Libano, Gaza e Cisgiordania – tra giovedì e venerdì, suscitando preoccupazioni su un possibile ampliamento del conflitto con l’Iran, che sostiene gruppi militanti in queste aree. L’intensificarsi degli scontri solleva timori su una possibile escalation verso una guerra su vasta scala.

Intorno alla mezzanotte, aerei da guerra israeliani hanno colpito un’area a sud di Beirut, dove, secondo fonti israeliane, alti leader di Hezbollah si trovavano in un bunker sotterraneo. La serie di esplosioni ha scosso l’area densamente popolata della Dahiya, con onde d’urto percepite in tutta la capitale libanese.

L’obiettivo principale dell’attacco era Hashem Safieddine, cugino e presunto successore di Hassan Nasrallah, leader di Hezbollah recentemente assassinato. Non è ancora chiaro se Safieddine sia stato effettivamente ucciso nel raid.

Gli attacchi di Israele in Libano seguono una giornata di bombardamenti su Gaza, dove almeno 99 persone sono rimaste uccise, e nella Cisgiordania occupata, con un attacco aereo su Tulkarm che ha causato la morte di almeno 18 persone.

Nel frattempo, in Iran, cresce l’attenzione su un sermone atteso da parte della Guida Suprema, Ayatollah Ali Khamenei, che si prevede renderà omaggio a Nasrallah, uno dei suoi più stretti alleati, ucciso la scorsa settimana in un attacco israeliano. Khamenei aveva già dichiarato che il dolore per la morte di Nasrallah rafforzerà la determinazione dell’Iran a combattere Israele.

Dopo la morte di Nasrallah, l’Iran ha lanciato quasi 200 missili contro Israele, e i leader israeliani hanno promesso vendetta.

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