Site icon Il Nuovo Terraglio

Intervista al Generale Camporini su Comunità e Difesa: “Costruire un’Europa protagonista nel nuovo scacchiere globale”

L’evento del Circolo Veneto e della CGIA Mestre con il Generale Camporini per analizzare le sfide della sicurezza e il ruolo dell’Europa

MESTRE. L’associazione Il Circolo Veneto, in collaborazione con CGIA Mestre, ha promosso presso il Novotel di Mestre un incontro di approfondimento strategico dal titolo “Comunità Geopolitica e Difesa” introdotto dal Presidente del Circolo Veneto, Christiano Costantini.

Protagonista della serata è stato il Generale Vincenzo Camporini, già Capo di Stato Maggiore della Difesa, che ha dialogato con il giornalista Alessandro Zuin.

Il dibattito ha esplorato la necessità per l’Europa di acquisire una reale autonomia strategica di fronte al declino dei vecchi equilibri della Guerra Fredda e alla paralisi delle istituzioni internazionali. Durante il convegno, introdotto da Mattia Esposito, coordinatore della Scuola di Formazione, è emerso come la sicurezza globale non sia più un concetto astratto, ma un elemento che incide direttamente sulla vita quotidiana e sull’economia dei cittadini.

Generale, oggi siamo qui all’evento del Circolo Veneto. Cosa ci può dire in merito all’attuale situazione geopolitica in riferimento al Medio Oriente?

C’è da dire che è una situazione estremamente volatile con notizie che si accavallano. Adesso abbiamo avuto quest’ultima informazione circa una tregua che sarebbe stata decisa per 10 giorni tra Israele e Libano, che costituisce un elemento chiave dei negoziati che, zoppicando, vanno avanti tra Stati Uniti e Iran. Era una delle condizioni poste dagli iraniani per proseguire nel dibattito e sembra che questo sia stato confermato dallo stesso Trump. Auguriamoci che lo sia, perché la situazione si sta trascinando troppo a lungo con dei danni che, al di là delle azioni belliche e dei morti, hanno riflessi diretti anche per quanto concerne le nostre economie.

Trump ha affermato che l’Italia ha avuto una posizione un po’ negativa, attaccando anche il Papa. Cosa ne pensa a riguardo?

Noi non potevamo fare diversamente, nel senso che abbiamo una voce in capitolo solo se la uniamo a quella dei nostri più importanti alleati in Europa. Finora abbiamo dimostrato molta timidezza con questa idea della nostra Presidenza del Consiglio di agire da “ponte” tra le due sponde dell’Atlantico. Io osservo che per fare un ponte ci vogliono due pilastri, uno da una parte e uno dall’altra. Da parte di Washington, pilastri non ne vedo.

Oggi Zelensky era a Roma dalla Premier Meloni. Pensa che la situazione in Medio Oriente abbia rallentato le trattative tra Russia e Ucraina?

Il conflitto fra Russia e Ucraina è passato ovviamente in secondo piano con quello che sta accadendo. Non se ne parla, ma anche lì si continua a sparare. C’è da evidenziare che l’Ucraina sta dimostrando di essere estremamente efficace, soprattutto con l’utilizzo di questi nuovi mezzi per il campo di battaglia, questi droni e quadricotteri anche “da quattro soldi” che comunque hanno un valore significativo dal punto di vista tattico. Tra l’altro, oggi si è parlato anche di una collaborazione fra Italia e Ucraina in questo settore. Noi abbiamo un’industria che certamente è in grado di elaborare soluzioni innovative anche in questo campo, per cui ne trarremo beneficio anche noi dal punto di vista della nostra capacità difensiva.

Lei è esperto anche di nuove tecnologie. Cosa ci può dire sull’intelligenza artificiale applicata alla difesa, sopratutto in merito alle sue capacità predittive?

Questo è un terreno minato perché fino a questa guerra l’uomo non era mai stato estromesso dal ciclo decisionale: era sempre un uomo ad avere il dito sul grilletto o sul bottone per decidere chi era l’obiettivo da neutralizzare. Con queste tecnologie stiamo gradualmente vivendo una sorta di eclissi. L’uomo viene progressivamente espulso dal ciclo decisionale e ci avviamo verso una situazione in cui ci saranno le macchine a decidere chi uccidere. È una situazione che fa veramente molta paura e su cui bisognerà lavorare molto dal punto di vista normativo e tecnico.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

Exit mobile version