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Intervista a Edoardo Bennato: “Coltiviamo i dubbi, non le facili certezze”

4 minuti di lettura

Il cantautore napoletano si racconta tra musica rock&blues, impegno civile e l’insostituibile magia del concerto dal vivo, andato in scena al Festival di Villa Guidini

ZERO BRANCO (TV). Si è tenuto ieri, nello splendido scenario verde del Festival di Villa Guidini, uno degli appuntamenti più attesi della rassegna: il concerto di Edoardo Bennato, voce storica e controcorrente della musica italiana. Un evento dal forte impatto emotivo e simbolico, capace di coniugare energia rock&blues, riflessione civile e quel gusto per la provocazione intelligente che da sempre contraddistingue il cantautore napoletano.

Un parco affollato e partecipe ha accolto con entusiasmo il suo concerto, aperto – come da tradizione – in versione one man band, cifra stilistica che da anni rappresenta il suo marchio di fabbrica. L’iniziativa, curata dal direttore artistico Paolo Alberto Guidolin, è realizzata con il contributo del Comune di Zero Branco e la collaborazione dell’associazione Amici del Parco di Villa Guidini, con l’obiettivo di valorizzare il territorio attraverso una proposta culturale accessibile e di qualità.

Che significato ha per lei esibirsi in un luogo che mette insieme arte e memoria?

Suonare nel parco di Villa Guidini è un’ottima opportunità di far ascoltare le mie “canzonette” nello splendido contesto di una delle ville più belle dell’area Trevisana.

Lei è laureato in architettura e ha dedicato la sua tesi alla rigenerazione urbana dei Campi Flegrei. In che modo, secondo lei, la musica può dialogare con lo spazio e contribuire alla valorizzazione dei luoghi, come con Villa Guidini?

C’è sempre stata, fin dalla prima ora, complementarità tra l’architetto e urbanista che utilizza il cantante per dare voce e forma alle canzonette che, si spera, possano diventare veicoli d’idee in forma popolare e viceversa…nella copertina del mio terzo disco “io che non sono l’imperatore”, misi in evidenza un progetto alternativo alle linee metropolitane di Napoli. Feci lo stesso anni dopo con un brano:”la città obbliqua” in cui portai all’attenzione la possibilità di utilizzare gli antichi camminamenti, detti anche scalinatelle, sotto forma di scale mobili, per agevolare il salto di quota, tra la parte del mare di Napoli e le zone collinari. Stessa cosa feci per i Campi Flegrei, oggi alla ribalta delle cronache, per il fenomeno bradisismico.

Lei è stato il primo artista italiano a riempire lo stadio di San Siro. Cambia il suo approccio a seconda della dimensione del luogo?

Il concerto al San Siro di Milano fu l’ultimo di 15 concerti negli stadi in Italia che feci nel luglio dell’80’. Per quanto mi riguarda l’impegno profuso è lo stesso sia che suono davanti a centinaia di migliaia di persone che in un piccolo club…per me non conta quanta gente è venuta al concerto ma come è andata via dopo aver visto il concerto, se sono riuscito a creare quello scambio di emozioni e buone vibrazioni tra palco e pubblico. La musica per me è questo e questa è l’unica ragione che mi spinge ancora a fare concerti.

I suoi testi hanno sempre affrontato il potere con ironia e spirito critico, senza mai farsi imbrigliare da ideologie. In un momento storico segnato da nuove forme di conformismo e polarizzazione, quale riflessione sente oggi più urgente da condividere con il pubblico?

Inizio il concerto dicendo che l’unica cosa, che nel mio percorso di vita non è mai cambiata, è che ho tanti dubbi ed invito le persone, ammesso che vogliano accettare un consiglio da me, a coltivare i loro dubbi anziché barricarsi dietro facili e comode certezze.

La sua carriera ha attraversato generi e stili – dal blues al rock, dal folk allo ska – restando sempre riconoscibile. A Villa Guidini proporrà un viaggio attraverso questo mosaico musicale, o ha immaginato un percorso sonoro più specifico per l’occasione?

Il concerto sarà ad altissimo contenuto rock&blues, con contenuti video che serviranno a dare più forza alle mie “canzonette”.

Nei suoi brani ha spesso usato personaggi delle fiabe – da Pinocchio a Peter Pan – per raccontare il presente. Se dovesse scegliere oggi una nuova figura del mondo delle favole o del fumetto per scrivere una canzone sull’Italia contemporanea, chi sceglierebbe?

Per descrivere la nostra Italietta è sufficiente dire che è sempre più, oggi come ieri, Collodiana. Siamo circondati dai vari “gatto e la volpe”, gli imbonitori che irretiscono i giovani con facili promesse di successo e soldi, Mangiafuoco è sempre all’opera e muove i fili per far ballare i burattini, di grilli parlanti ne abbiamo a dozzine, forse centinaia e la fata, l’unica figura positiva, metafora della condizione femminile, leggendo le cronache, se la passa sempre peggio…non servono altri personaggi, son già sufficienti questi!.

Ha sempre avuto uno spirito libero e un’ironia affilata. Cosa la fa ancora ridere – o arrabbiare – oggi, nel mondo dello spettacolo o nella società? C’è qualcosa che prenderebbe subito a “chitarra in faccia”?

«A questa domanda rispondo in modo provocatorio…a Napoli c’è un detto, che più o meno in italiano recita così: -“tanto esistono i furbi perché ci sono i fessi!”…la collettività determina o dovrebbe determinare il proprio destino…ma sia chiaro che io di risposte non ne ho/io faccio solo rock&roll e non mettetemi alle strette o con quanto fiato ho in gola/ vi urlerò/ ma che politica, che cultura/ sono solo canzonette!».


Stasera, sabato 5 luglio, il festival prosegue con il teatro civile e ironico di Andrea Pennacchi. Dopo una pausa domenicale, martedì 8 luglio salirà sul palco Angelo Pisani, protagonista di una serata a ingresso libero con prenotazione obbligatoria. Giovedì 10 luglio sarà la volta di Vincenzo Schettini con lo spettacolo La fisica che ci piace. Sabato 12 luglio tornerà Paolo Crepet con il suo Reato di pensare. Lunedì 14 luglio saliranno sul palco Paolo Ruffini e la Compagnia Mayor Von Frinzius con Din Don Down. Mercoledì 16 luglio Gianluca Gotto porterà Le domande che ti cambiano la vita. Venerdì 18 luglio sarà il momento degli AbbaDreams con una serata all’insegna della musica disco-pop. Sabato 19 luglio toccherà a Barbascura X con l’unica data estiva in Veneto del suo spettacolo Sono qui per caos. Domenica 20 luglio, gran finale con il ritorno di Canto Libero, tributo a Lucio Battisti e Mogol, recuperato dopo il rinvio per maltempo.

Con un programma che alterna grandi nomi, approfondimento culturale e leggerezza, la rassegna di Villa Guidini si conferma un riferimento imprescindibile per l’estate veneta, offrendo occasioni uniche di spettacolo immersi nella bellezza del parco storico.

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