All’ex Fatebenefratelli la restituzione finale del laboratorio “Tradimenti”: cittadini a confronto con le sorprese della vita
VENEZIA– Un teatro capace di aggiustare le anime e le città: è questa la visione che guida da anni il percorso artistico di Mattia Berto, regista e pedagogo veneziano, tra le voci più autorevoli del teatro di comunità in Italia. Dopo due mesi di lavoro e otto incontri, il suo nuovo laboratorio dedicato ai cittadini trova compimento nella performance “Inganno Imperfetto. Il Teatro di Cittadinanza come rimedio”, in scena domenica 14 dicembreall’Ospedale San Raffaele Arcangelo (ex Fatebenefratelli) con due turni, alle 16.00 e alle 17.00.
L’ingresso è gratuito, con prenotazione obbligatoria tramite il sito del Teatro Stabile del Veneto.
Il tradimento come varco: un’indagine collettiva sulle nostre fragilità
La performance è l’esito del laboratorio “Tradimenti. Cittadini a confronto con le sorprese della vita”, svoltosi al Teatro Goldoni tra ottobre e dicembre e prodotto dal Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale. Come nelle precedenti edizioni, un gruppo eterogeneo di partecipanti – diverse età, storie, professioni, provenienze – ha condiviso un percorso di esplorazione espressiva e umana, alla ricerca di nuove forme di relazione e comunità.
Dopo aver affrontato nel corso degli anni temi come identità, desiderio, lavoro e memoria, Berto ha scelto di concentrare l’indagine sull’idea di tradimento: un gesto umano complesso, che attraversa tanto le relazioni private quanto i sistemi sociali.
Tradire significa rompere, deludere, abbandonare. Ma può anche voler dire rivelare, aprire, trasformare.
Un varco che dischiude possibilità nuove, un dolore che può mutarsi in cambiamento.
Uno spazio carico di memoria per un rito collettivo di cura
La restituzione scenica all’interno dell’ex Fatebenefratelli – luogo simbolico, stratificato e intriso di memoria – diventa occasione per dare corpo a queste riflessioni. Qui gli “inganni imperfetti”, i tradimenti e le fratture diventano terreno per immaginare rimedi: piccoli gesti, nuove pratiche, sguardi che offrono un modo diverso di abitare la comunità.
Nel presentare il lavoro finale, Berto racconta nelle sue note di regia:
“In queste settimane abbiamo esplorato i nostri vissuti più profondi, lasciando che le voci e i corpi diventassero strumenti per interrogare fragilità e forze. Abbiamo capito che il tradimento – nelle sue molte forme – può diventare un’inaspettata occasione di cambiamento, un varco attraverso cui ripensare sé stessi e la comunità. Il nostro è un Teatro di cura, di amore, di accoglienza: un antidoto simbolico e concreto per risaldare le anime e, attraverso di esse, le città.”
Un teatro aperto, quotidiano, democratico
Il Teatro di Cittadinanza, ideato da Berto, nasce proprio da questa visione: trasformare la città in un palcoscenico diffuso e i cittadini in protagonisti di narrazioni collettive. Un teatro che accoglie, che ascolta, che restituisce valore alle storie quotidiane, spesso taciute o dimenticate.
Un teatro che cura.
L’edizione 2026 del progetto è già in programma: un nuovo laboratorio si terrà dal 5 febbraio al 9 aprile, con sette incontri il giovedì sera al Teatro Goldoni di Venezia.
Informazioni sullo spettacolo
INGANNO IMPERFETTO. IL TEATRO DI CITTADINANZA COME RIMEDIO
Spettacolo finale del laboratorio Teatro di Cittadinanza
- Da un’idea di: Mattia Berto per il TSV – Teatro Nazionale
- Telaio drammaturgico: Arianna Novaga
- Costumi e oggetti di scena: Ildo Bonato
- Fotografia: Giorgia Chinellato
- Produzione: Teatro Stabile del Veneto – Teatro Nazionale
Luogo: Ospedale San Raffaele Arcangelo (ex Fatebenefratelli)
Indirizzo: Cannaregio 3458, Fondamenta Madonna dell’Orto
Date: Domenica 14 dicembre – Ore 16.00 e 17.00
Prenotazioni: sul sito del Teatro Stabile del Veneto
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