Inaugurata la nuova sede della clinica Ivi: tecnologie all’avanguardia, spazi dedicati e un approccio centrato sulla persona per affrontare l’infertilità
ROMA – Nel cuore della capitale, in via Giovanni Maria Lancisi 27, apre la nuova sede della clinica Ivi, il centro più tecnologicamente avanzato d’Italia per la Procreazione Medicalmente Assistita (Pma). Un polo d’eccellenza pensato per rispondere alla crescente domanda di trattamenti per l’infertilità, che coinvolge oggi circa il 15% delle coppie italiane.

La clinica, parte del gruppo internazionale Ivirma Global, è stata progettata per offrire un’esperienza più umana e meno ospedalizzata, con ambienti riservati e accoglienti in ogni fase del percorso. «Abbiamo voluto costruire una struttura interamente centrata sul paziente, con tecnologie senza eguali nel panorama nazionale», ha dichiarato il professor Antonio Pellicer, fondatore di Ivi e tra i massimi esperti mondiali in biologia riproduttiva.
Dal 2021 al 2024, i centri Ivi in Italia hanno seguito oltre 4.300 coppie, portando alla nascita di più di 2.600 bambini, con un tasso di successo pari a due coppie su tre. In forte crescita anche la preservazione della fertilità, aumentata del 200% nello stesso periodo.
La nuova sede romana è dotata di laboratori ad alta sicurezza, sistemi di monitoraggio ambientale continuo, cappe chiuse per proteggere gameti ed embrioni, e incubatori dedicati a camera singola. Ogni fase del trattamento è tracciata digitalmente grazie al Sistema Witness, che garantisce massima precisione e sicurezza.
Tra le tecnologie più innovative, anche EmbryoScope, un incubatore con algoritmo time-lapse che facilita la selezione embrionaria, e Preserva AI, il primo software con intelligenza artificiale per la preservazione della fertilità, capace di fornire report personalizzati sulla qualità dei gameti e sulle probabilità di gravidanza.
«Il nostro obiettivo è garantire che ogni embrione abbia la migliore possibilità di trasformarsi in vita», ha spiegato il dottor Francesco Gebbia, direttore di Ivi Roma. «La tecnologia non può cambiare il potenziale biologico, ma può proteggerlo e valorizzarlo».
Secondo i dati dell’Istituto Superiore di Sanità, nel 2022 la Pma ha portato alla nascita di 16.718 bambini, pari al 4,3% dei nati in Italia. Il Lazio si conferma tra le regioni più attive, con 13.730 cicli di II e III livello, il 14,3% del totale nazionale.
Con questa nuova apertura, Ivi rafforza la sua presenza in Italia e rilancia un modello che unisce ricerca scientifica, innovazione tecnologica e centralità della persona, offrendo alle coppie un percorso di cura più sicuro, personalizzato e consapevole.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
