Italian flag
ArteCittà Metropolitana di VeneziaItalia

“Indagine Magna Grecia”: tornano a Venezia due ceramiche confiscate dai Carabinieri

2 minuti di lettura

Un askos e un’anfora apuli, probabilmente facenti parte di corredi funerari. Sono i due manufatti storici confiscati e consegnati questa mattina alla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna dai Carabinieri del Nucleo per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) del capoluogo veneto, a parziale conclusione dell’indagine “Magna Grecia”, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma.

VENEZIA – Grazie all’indagine “Magna Grecia”, condotta dai Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale, la Soprintendenza di Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Venezia e Laguna ha ricevuto oggi a Palazzo Ducale due ceramiche databili tra il IV e III secolo a.c. IV – III secolo a.c.

Si tratta di un askos – antica forma greca di vaso usata per versare piccole quantità di liquidi oleosi, utilizzata come unguentario o per riempire le lampade ad olio – e di un’anfora apuli.

“Questo ritrovamento è frutto di una sinergia che sta proseguendo da tempo e che ha come pregio la restituzione alla cittadinanza di manufatti che ci sono stati sottratti ma che tuttavia ci appartengono” ha sottolineato la presidente della Commissione Cultura del Comune di Venezia Giorgia Pea. “Grazie all’intervento dell’Arma dei Carabinieri e di una rete di appassionati e amanti della cultura, questo oggetti ci vengono oggi restituiti. Come presidente della Commissione Cultura sono felice che si sia potuto portare a termine questa missione e auspico che iniziative del genere possano anche costituire un buon deterrente per coloro i quali pensano che sia ancora possibile compiere questo tipo di azioni”.

In seguito a esami tecnico-scientifici effettuati, in cui si è provveduto a valutare classe ceramica, tipologia, produzione e dimensioni, entrambi i beni archeologici sono risultati essere provenienti da contesti archeologici ubicati in territorio italiano.

L’ottimo stato di conservazione degli oggetti, è stato spiegato nel corso della conferenza, suggerisce una provenienza da contesti funerari, come parti di corredo.

Le indagini sono state avviate a Venezia nell’agosto 2021 attraverso numerose verifiche via web, mentre i beni venivano posti in vendita all’incanto da una casa d’aste romana. In particolare, gli accertamenti condotti dai Carabinieri Tpc di Venezia hanno permesso di appurare che i reperti archeologici in questione, oggetto di varie alienazioni che hanno interessato anche l’estero, non erano all’origine accompagnati dalla necessaria documentazione attestante la legittima proprietà. Oltre al recupero dei beni descritti, le indagini hanno portato al deferimento all’Autorità Giudiziaria romana di otto persone per ricettazione di beni culturali.

Alla cerimonia, che si è svolta nella Sala Piovego di Palazzo Ducale, è intervenuta la presidente della Commissione Cultura del Comune di Venezia Giorgia Pea. Presenti il Prefetto di Venezia Michele di Bari, il comandante dei Carabinieri di Venezia Nicola Conforti, il Soprintendente Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per l’Area metropolitana di Venezia Fabrizio Magani, la referente in materia di beni archeologici per l’area “Educazione e ricerca” Cecilia Rossi.

Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Ricevi gli ultimi articoli de Il Nuovo Terraglio via email. Puoi cancellarti in qualsiasi momento.

Newletter Il Nuovo Terraglio

Articoli correlati
ItaliaSlide-mainSport

L'ItalRugby riparte da Padova

3 minuti di lettura
La Nazionale maschile di rugby inizierà oggi il raduno in preparazione del Nations Championship. I 34 atleti convocati PADOVA – L’ItalRugby riparte…
ItaliaPsicologia e DintorniSlide-main

Il diavolo probabilmente

2 minuti di lettura
È il titolo di un film di Robert Bresson del 1977. Segue le vicende di un gruppo di giovani al tempo delle…
AmbienteAttualitàCostume&SocietàEconomia&LavoroItaliaSlide-main

Il giorno più lungo dell'anno

1 minuti di lettura
Torna l’ora solare domani, domenica 25 ottobre. Bisogna portare indietro le lancette dell’orologio di un’ora Sarà il giorno più lungo dell’anno, 24…