Ha aperto ieri, presso le Tese delle Vergini dell’Arsenale di Venezia, il Padiglione Italia della 19. Mostra Internazionale di Architettura – La Biennale di Venezia, che quest’anno porta il titolo “Terræ Aquæ. L’Italia e l’intelligenza del Mare”. Curato dall’architetta Guendalina Salimei e promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, il progetto sarà visitabile dal 10 maggio al 23 novembre 2025
VENEZIA. All’inaugurazione hanno preso parte figure istituzionali di primo piano: il Ministro della Cultura Alessandro Giuli, il presidente della Biennale di Venezia Pietrangelo Buttafuoco, il commissario del Padiglione Angelo Piero Cappello e il sindaco di Venezia Luigi Brugnaro, che ha sottolineato l’importanza del tema scelto per quest’edizione, lodando la centralità dell’acqua come tratto distintivo della cultura e del paesaggio italiani.
Una visione multidisciplinare e inclusiva
Terræ Aquæ affronta il rapporto tra terra e mare come nodo architettonico, ambientale e culturale. L’obiettivo del Padiglione è chiaro: stimolare una riflessione collettiva su come le nostre coste – spesso trascurate o compromesse – possano tornare a essere spazi di incontro, poesia e rispetto. Il Mediterraneo è il punto di partenza, ma lo sguardo si amplia verso gli oceani, proponendo un ripensamento delle infrastrutture costiere e portuali, delle barriere artificiali, dei waterfront urbani e del patrimonio sommerso.
La mostra raccoglie contributi provenienti da una call lanciata lo scorso gennaio, che ha coinvolto progettisti affermati ed emergenti, ricercatori, artisti, poeti, istituti accademici ed enti del terzo settore. Il risultato è una mappa composita di visioni e progetti, che affrontano questioni urgenti come la riqualificazione delle aree costiere, l’impatto dei cambiamenti climatici, la sostenibilità ambientale e la rigenerazione urbana.
Il mare come intelligenza collettiva
L’intero progetto si fonda sull’idea di una “intelligenza del mare”: un sapere fluido, multidisciplinare, capace di generare soluzioni innovative attraverso il dialogo tra saperi diversi. Questo spirito anima anche il ricco Programma Pubblico “Il mare dell’Intelligenza. Dialoghi”, che accompagnerà la mostra con seminari, workshop, conferenze e laboratori in diversi spazi veneziani.
A supporto del progetto, anche un catalogo edito da Electa, concepito come un vero e proprio portolano contemporaneo in tre volumi, che raccoglie saggi, visioni, progetti fotografici e contributi culturali.
Investimenti e sostenitori
Il Ministero della Cultura ha destinato 800.000 euro alla realizzazione del Padiglione, attraverso una convenzione con la Fondazione La Biennale di Venezia. A sostegno dell’iniziativa anche Banca Ifis, OICE, Fondazione Berengo, e i partner tecnici Layher, Vibia e Arctic Paper Italia.
Una nuova rotta per il futuro
Il Padiglione Italia si presenta così come un invito a “immaginare la forma del mare”, in un esercizio di progettazione visionaria che supera i confini tradizionali tra arte, scienza e architettura. Un’opportunità per ripensare il modo in cui l’Italia si relaziona con la propria geografia, il proprio passato e il proprio futuro, facendo della costa un laboratorio sperimentale e inclusivo per nuove forme di abitare, vivere e proteggere il mondo.
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui

