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Inaugurato il progetto “Ri-guardare le case popolari”. Nei prossimi mesi un convegno a Venezia

3 minuti di lettura

L’Ater di Venezia, con il vicepresidente Fabio Nordio e l’architetto Stefania Spiazzi, hanno partecipato all’inaugurazione del progetto di riqualificazione di “Giardini Venerdì” a Matera, capitale europea della cultura 2019.
 
 
Il progetto si intitola “Ri-guardare le case popolari” ed è stato curato dal gruppo di ricerca “Architecture of Shame” che ha avviato un dialogo sulle case popolari confrontando esempi italiani ed europei. Nei prossimi mesi, a cura dell’Ater di Venezia, sarà organizzato un convegno sul tema che porterà i protagonisti del progetto nel capoluogo lagunare.
 
 
L’Ater di Venezia collabora da tempo con l’Ater di Matera e ha partecipato alla parte conclusiva del progetto che si sta sviluppando all’interno del Quartiere Serra Venerdì: un intervento di riqualificazione sul quartiere di case popolari che coinvolge residenti e la vicina scuola elementare, esito di un concorso internazionale. Una mostra, un murales realizzato sulla parete di un’abitazione da alcuni artisti e soprattutto la cura di spazi verdi nel quartiere, compresa la piantumazione e lo studio di piantine adatte alle temperature del luogo. Iniziative che hanno visto il dato del nastro e hanno acceso l’incontro pubblico conclusivo, partecipato dai rappresentanti delle istituzioni e dai residenti del quartiere.
 
 
 
 

Le parole del vicepresidente dell’Ater di Venezia, Fabio Nordio

“Penso sia fondamentale riuscire a divulgare progetti come questi anche in altre parti d’Italia – ha commentato il vicepresidente dell’Ater di Venezia, Fabio Nordio – è per questo che abbiamo deciso di organizzare un convegno a Venezia, nei prossimi mesi, per mostrare ciò che è stato fatto a Matera e avviare un confronto sul tema, cercando di capire se il “metodo” può essere utilizzato a Venezia. Riqualificare un’area urbana di un quartiere popolare coinvolgendo residenti, cittadini e studenti significa migliorare il luogo in cui si vive e attivare una vera cittadinanza attiva”.
 
 

Le parole dell’architetto, Stefania Spiazzi

Giardini Venerdì proponeva non un progetto definito ma un processo in evoluzione – ha spiegato l’architetto Stefania Spiazzi – che ha coinvolto il quartiere, le associazioni, piccole imprese e le istituzioni. Quello che ne è risultato è frutto di un lavoro collettivo che spinge a definire il ruolo dei vari partner nel processo della futura manutenzione dello spazio pubblico. Come Ater Venezia abbiamo molte aree verdi incolte e non valorizzate, e ogni anno mettiamo a bilancio una somma cospicua per tenerle in ordine. Questa esperienza sta tracciando un percorso semplice ed esportabile che dal coinvolgimento dei residenti arriva alla cura del bene comune attraverso la formazione degli abitanti. L’individuazione delle biodiversità che sostiene la filosofia del progetto, individua un ulteriore aspetto interessante per iniziare a ripensare all’utilizzo degli spazi verdi in modo più consapevole ed ecologico, con beneficio economico”.
 

 
Alla ricerca sulla riqualificazione dei quartieri popolari ha partecipato, oltre all’Ater di Venezia, Federcasa, l’Ater e il Comune di Matera. L’obiettivo del progetto è la creazione di un metodo di valorizzazione dello spazio pubblico delle case popolari, che da Matera possa esser applicato ad altre realtà italiane ed europee, quindi anche a Venezia.
 
L’Ater di Venezia ha aderito nel 2016 alla ricerca “Indagine sui non abitanti”, di cui è partner dal 2017, mettendo a disposizione le sue competenze e aprendo i suoi archivi per ricostruire la storia di un importante concorso indetto nel 1984 per il quartiere di Campo di Marte alla Giudecca a Venezia. Ha inoltre collaborato per la ricerca d’archivio sul quartiere Serra Venerdì di Matera, disegnato dall’urbanista Luigi Piccianto dopo l’evacuazione dei Sassi nel 1952.
 
Supporto dell’Ater veneziana anche nella redazione del bando di concorso internazionale per il disegno dello spazio pubblico del quartiere di Serra Venerdì (pubblicato a giugno 2018, con la premiazione dei progetti vincitori a Matera a novembre). Gli esiti del concorso si possono ora ammirare nel quartiere, frutto di un successivo lavoro e percorso svolto “sul campo” da parte del gruppo vincitore di architetti che ha incontrato residenti, cittadini e scuole.
 
 

Due città tutelate dall’Unesco

Matera e Venezia sono tutelate dall’Unesco. La prima è capitale della Cultura 2019, la seconda potrebbe candidarsi ad esserlo. Ad unire queste due città è anche l’importanza dell’edilizia residenziale pubblica per mantenere i centri storici “vivi” cioè abitati dai residenti. Sia Venezia che Matera soffrono infatti di problemi simili sulla residenzialità, quelli che accompagnano lo sviluppo turistico.
 
È stato approfondito, attraverso varie iniziative, il rapporto tra Matera e la “vergogna”, caratteristica che l’ha resa famosa negli anni ’50 dopo l’abbandono dei Sassi per decisione del governo De Gasperi e la cui immagine è stata riscattata a seguito dell’inserimento da parte dell’Unesco dei Sassi di Matera tra i beni Patrimonio Mondiale dell’Umanità nel 1993 e della designazione di Capitale europea della Cultura il 17 Ottobre 2014.
Sono infatti trascorsi quasi settant’anni da quando De Gasperi, in visita ai Sassi di Matera, definì i luoghi che ora sono Patrimonio dell’Unesco una vergogna nazionale, ordinando lo sgombero dei residenti.
 

La nascita del progetto

Da qui è nato il progetto di “Matera Capitale Europea della Cultura 2019 Architettura della Vergogna”, co-prodotto dall’omonimo collettivo Architecture of Shame e dalla Fondazione Matera Basilicata 2019 con il sostegno delle istituzioni che si occupano di case popolari: Federcasa, Ater Matera e Ater Venezia, Archivio di Stato di Matera e Comune di Matera.
 
Tre lettere saranno consegnate ai Presidenti di Camera e Senato, scritte in occasione dei tavoli di lavoro da varie Ater nazionali per proporre soluzioni al Governo sul tema della casa pubblica.

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