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In vacanza col Sior Pare II

In vacanza col Sior Pare II

Il primo giorno di ferie è volato via senza intoppi tra una nuotata, l’ambientarsi tra albergo e piscina e il conoscere chiunque passasse di là.

Ma se le giornate normalmente per il Sior Pare iniziano dopo le 10.30, in vacanza la sveglia è molto prima dato che alle 9 ha le terapie da farsi! Dopo avergli spiegato come farsi il the con il bollitore della camera, lo porto giù e intanto vado a far colazione, cosa per me rarissima! Ma come fai a dire di no a tutto quel ben di Dio?

Sono ancora mezza rintronata dal sonno, lo vado a riprendere e insieme andiamo in piscina. Si spoglia, si siede sul lettino e inizia a parlarmi. Lo guardo e scoppio a ridere.

Fa molto caldo, per fortuna c’è uno spiazzo rialzato sotto agli alberi. Lo aiuto a salire lo scalino e lo lascio lì a finirsi la sua birretta e dormicchiare mentre io vado in Spa, raccomandandogli di non muoversi da lì perché lo scalino è scivoloso. Una volta tornata lo guardo dalla mia solita postazione, inizia ad arrossarsi sulla schiena, forse sarebbe il caso di mettergli la crema, ma lui è sempre stato contrario.

Mentre ragiono sul da farsi vedo che si alza, penso vorrà sgranchirsi un attimo le gambe. No. Si avvia verso lo scalino per scendere. Io inizio ad urlare:

Lui zero, non si accorge minimamente. Cerco di mettermi le infradito per bloccarlo. Niente, lui prosegue imperterrito. Istintivamente urlo:

Per fortuna c’è un signore col lettino proprio in parte al gradino. Praticamente lo placca che manco un rugbista. Io arrivo tutta trafelata con un diavolo per capello, ringrazio l’anima Pia che lo ha aiutato spiegandogli che è ipovedente e mi giro verso il malcapitato Sior Pare:

Il pomeriggio prosegue tranquillamente, un bagno, due chiacchere. Riesco anche (con un po’ di fatica) a farlo entrare nella vasca idromassaggio. Poi che ci siamo dovuti mettere in 3 per tirarlo su è un altro discorso…

È ora di cena, dopo essersi fatto una doccia e vestito per bene, prendiamo l’ascensore per scendere a mangiare.

Tra una serata con le amiche venute a trovarci e una giornata con un’altra amica, le vacanze scorrono via troppo veloci. In fondo sono stati solo 5 giorni e il tempo passa veloce quando ci si diverte.

Rifacciamo le valigie, io controllo non abbia dimenticato nulla in camera.

È ora di tornare a casa, lui saluta tutto lo staff dell’albergo quasi commosso:

Il viaggio di ritorno vola via veloce, tra una chiacchera e la musica. Ormai siamo quasi a casa.

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