LISBONA – Saranno 65mila i ragazzi italiani in partenza per la Giornata Mondiale della Gioventù di Lisbona, in programma dal 1° al 6 agosto nella capitale portoghese. Ad accompagnarli saranno 106 Vescovi, insieme a sacerdoti, religiose e religiosi, educatori e animatori.
La delegazione azzurra avrà come punto di riferimento “Casa Italia”, un luogo dove trovare informazioni e materiali, risolvere problemi, oltre che per incontrarsi, stare insieme e condividere esperienze, ubicato in una scuola gestita dalla Suore di Santa Dorotea della Frassinetti in rua Artilharia.
Ad inaugurare “Casa Italia” sarà Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari e Segretario Generale della CEI, domenica 30 luglio alle ore 12.
Come sottolinea Don Michele Falabretti, responsabile del Servizio nazionale per la pastorale giovanile della CEI, “il coinvolgimento delle Diocesi, che da mesi si preparano a questo appuntamento, e la grande partecipazione dei ragazzi raccontano di una Chiesa viva e più giovane di quanto immaginiamo”. Quella di Lisbona, infatti, si prepara ad essere un’esperienza particolare per diversi motivi: innanzitutto, la generazione che vi prende parte, per questioni anagrafiche, non ha mai vissuto qualcosa di simile ma viene dalla sofferenza della pandemia, inoltre, è la prima volta che l’incontro mondiale dei giovani si svolge in un continente in cui è in atto una guerra.
“Ogni Gmg è un grande laboratorio: culture, lingue, provenienze diverse aprono il cuore alla comprensione dell’esistenza stessa. Questa edizione, in particolare, servirà anche a rigenerare la fiducia negli altri, la consapevolezza che dipendiamo gli uni dagli altri, che abbiamo bisogno di riconoscere nell’altro un fratello e che vale la pena mettersi in gioco. E di farlo, come ci ha ricordato Papa Francesco, con quella mistica del cammino che è sempre vicino agli altri e non da soli”, conclude Don Falabretti.
Crediti fotografici: https://www.lisboa2023.org/
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