Slide-mainSocialeSportVenezia

Il Venezia Fc in visita al Due Palazzi

4 minuti di lettura

Una delegazione del Venezia Fc e del Comitato Regionale Veneto LND ha fatto visita alla squadra di calcio del carcere Due Palazzi.

PADOVA – Da dieci anni c’è una squadra speciale a Padova. Si tratta di Pallalpiede, l’unica formazione composta da detenuti che partecipa ad un campionato regolare, di 3^ categoria.  

All’interno del carcere Due Palazzi la squadra, che proprio quest’anno festeggia i suoi primi 10 anni di vita, martedì 20 febbraio ha ricevuto la visita di una delegazione del Venezia F.C. (che milita in serie B e naviga nei piani alti della classifica) e del Comitato Regionale Veneto della LND.

Nel novembre scorso la squadra lagunare aveva promesso di donare una fornitura di palloni, ed ecco l’occasione perfetta per fare anche un allenamento insieme.


 
Il pallone è il nostro strumento del gioco e del divertimento –  ha sottolineato Gianluca Santaniello, business director del Venezia FC -. Come Venezia FC siamo impegnati nelle iniziative sociali per la comunità e abbiamo raccolto l’invito al presidente regionale della LND Bepi Ruzza che accompagniamo sempre con piacere quando ci sono iniziative sul territorio; in questo caso anche al di fuori della Città Metropolitana di Venezia, ma proprio a simboleggiare come il calcio non abbia confini. Siamo onorati di essere qui e seguiremo Pallalpiede sempre, durante questa stagione e anche in futuro”.
 
Emozionante, oltre alla consegna dei palloni, anche lo scambio dei gagliardetti e delle maglie. Nunzio Lella, centrocampista del Venezia, ha consegnato la maglia del bomber finlandese Joel Pohjampalo, sperando sia di buon auspicio per il campionato di Pallalpiede e anche per i sogni del Venezia.

Il calcio è qualcosa di fantastico che unisce tutti, indipendentemente da chi siano le persone, le loro etnie, il genere…” – ha detto il giovane giocatore – “Facciamo un augurio ai ragazzi soprattutto per il campionato, perché possano fare qualcosa di importante. E così per noi!”.


In realtà l’ASD della Casa Circondariale di Padova non può essere promossa in seconda categoria, nonostante un anno abbia persino vinto il suo campionato. La sua è una classifica speciale, dovendo disputare tutte le partite in casa, con un pubblico spesso composto dai detenuti di un determinato settore del carcere e dai collaboratori della Polisportiva.
 
Il progetto è importante ed è un progetto lungo – ha ricordato il presidente del Comitato Regionale Veneto Giuseppe Ruzza – perché ininterrottamente dal 2014, credo sia l’unica squadra in Italia che è riconosciuta ufficialmente della FIGC e che svolge il campionato con la delegazione provinciale di Padova. Vincendo quasi sempre, fuorché una stagione, la Coppa Disciplina. Al di là del pubblico anche i giocatori sono sempre corretti, tant’è che nessuna squadra che l’ha incontrata ha protestato con noi. Vengono tutti volentieri e questo ci fa piacere perché, l’abbiamo visto oggi, la solidarietà nei confronti di chi è secondo paga sempre”.  

È un’esperienza bellissima e io vedo tanta passione, tanti sorrisi” – sottolinea Ilaria Bazzerla, componente dell’organismo nazionale Area sociale della LND- “Ci hanno accolto benissimo questi ragazzi, il campo è un campo come tanti altri che se ne vedono sul nostro territorio: non bisogna guardare i muri che lo circondano, bisogna guardare quello che c’è dentro. Ed è molto bello e importante che i ragazzi portino la loro passione e competenza che avevano fuori e che potranno portare ancora quando finiranno il loro percorso riabilitativo”.

La Coppa Disciplina è per noi la vera Champions League –  racconta Andrea Zangirolami, dirigente della Polisportiva Pallalpiede -. Le regole del gioco sono anche le regole della vita, quindi rispetto dell’altro, delle regole e l’accettare le decisioni dell’arbitro che spesso non si condividono, rispettare l’avversario e incontrare un mondo civile che il sabato entra qui, in casa di reclusione, per disputare una partita. Proprio come oggi è venuto il Venezia per portarci non solo i palloni, che sono per noi l’attrezzo del mestiere, ma soprattutto per far capire a questi ragazzi che c’è tanta gente anche fuori che crede in loro”.
 
Da otto anni ad allenare la squadra c’è Ferdinando Badon, che ha raccontato come questa sia un’occasione straordinaria di crescita personale:
Questo sport è la cosa più democratica che ci possa essere, perché nello spogliatoio qualsiasi sia la categoria e il luogo, è sempre una squadra di calcio e c’è sempre l’obiettivo della vittoria o dello stare assieme. Noi giochiamo sempre in casa, nel nostro piccolo San Siro e qui le squadre arrivano agguerrite, sia all’andata che al ritorno. Speriamo che un giorno questi ragazzi possano assaporare il gusto di andare in trasfertaIn questa che io definisco una città nella città, con 6-700 detenuti, Pallalpiede è diventata la mascotte dell’istituto. Se vinciamo o perdiamo ci sono gli sfottò, ma è un motivo per parlare non solo di pene, magistrati, avvocati e cose dolorose, ma parlare d’altro”.


 
Durante la stagione ci sono ovviamente problemi di formazione e presenze, perché alcuni giocatori vengono fortunatamente rimessi in liberà e spesso tra colloqui con avvocato, con i famigliari, all’ultimo momento con l’arbitro si deve aggiustare la formazione. Che quest’anno, per la cronaca, è in lotta per i play off.
Le visite, come quella del Venezia FC, fanno bene al cuore di questi ragazzi e di tutto l’entourage. E a portare il grazie della squadra è stato il vicecapitano. 

L’augurio di Giampietro Piccoli, delegato della sezione padovana della LND, è che un giorno possa nascere anche una formazione femminile all’interno del due Palazzi e che altre società, oltre a VeneziaUnion Clodiense e Bassano, possano “gemellarsi” con questa straordinaria realtà. L’invito è rivolto chiaramente a Padova e Cittadella, le più vicine per territorio.
 
Dieci anni di Pallalpiede sono lunghi da raccontare. Abbiamo chiesto alla presidente del sodalizio, Lara Mottarlini, di farlo con tre aggettivi: “Il coraggio, la forza, la costanza e, aggiungo, il quarto: la resilienza. Che dire… è un’esperienza bellissima che è partita dieci anni fa alla grande. Ora però la difficoltà più grande è quella di mantenere in piedi un progetto che ha bisogno di risorse umane e risorse economiche. Abbiamo sempre bisogno di persone, di aiuti, quindi non lasciateci soli! Ringraziamo tantissimo la direzione del carcere, la FIGC e il Comitato Regionale Veneto nella persona di Bepi Ruzza e dei delegati di Padova: continuate a credere in noi, non lasciateci da soli perché veramente il calcio fa miracoli!”.

Photo Credits: Matilde Bicciato

Articoli correlati
Le eccellenzeMarca TrevigianaSlide-mainTurismo

L'eccellenza al femminile: la storia di Dal Din, un viaggio tra terroir e passione

3 minuti di lettura
Il cuore delle colline di Valdobbiadene, culla del vino di qualità, custodisce una storia che merita di essere conosciuta: è la storia…
ItaliaSlide-main

Giorgia Meloni: nuova direzione del Governo sulla sfida demografica

2 minuti di lettura
Il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il Ministro per la Famiglia Eugenia Roccella hanno ribadito l’impegno del governo italiano nel contrastare…
Marca TrevigianaSlide-mainSPECIALE ELEZIONI 2024Treviso

Esplosione centrale idroelettrica a Bargi: recuperati i corpi di due dispersi

1 minuti di lettura
I Vigili del Fuoco hanno recuperato i corpi di due persone dopo l’esplosione alla centrale idroelettrica di Bargi, portando il bilancio delle…