La recente elezione di sette rappresentanti veneti nel Consiglio Generale per il biennio 2024-2026 rafforza ulteriormente la presenza veneta in un settore che impiega 144.709 addetti e genera 17,1 miliardi di euro in esportazioni
L’industria metalmeccanica italiana, rappresentata da Federmeccanica, costituisce un pilastro fondamentale per l’economia nazionale. Con oltre 1,5 milioni di collaboratori, questo settore contribuisce per circa l’8% al PIL del Paese e per il 50% alle esportazioni all’estero. Un settore nel quale l’industria metalmeccanica e meccatronica delle province di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo – che rappresenta il 55,2% del comparto in Veneto1 – rafforza la rappresentanza a livello nazionale.
Chiamata infatti ad eleggere il Consiglio Generale per il biennio 2024-2026, l’Assemblea Generale Privata di Federmeccanica ha eletto nei giorni scorsi in rappresentanza di Confindustria Veneto Est sette nuovi componenti, tutti veneti: Riccardo Casarotti (Solmec S.p.A. – Rovigo), Margherita Gabrielli (Gabrielli S.p.A. – Cittadella, PD), Alessia Miotto (IMESA S.p.A. – Cessalto, TV), Mario Tolusso (Carraro S.p.A. – Campodarsego, PD), Mirco Viotto (Elettromeccanica Viotto S.r.l. – San Donà di Piave, VE), Antonio Zambelli (FEMI-CZ S.p.A. – Rovigo) e Stefania Zattarin (2 Zeta S.r.l. – Bastia di Rovolon, PD).
A consolidare ulteriormente la presenza veneta all’interno della federazione, l’elezione di Domenico Vettorello (Vettorello S.r.l. – Casale sul Sile, TV) tra i Probiviri di Federmeccanica per il quadriennio 2024-2028.
«È il frutto di un grande lavoro di squadra e il riconoscimento della forte e radicata tradizione del nostro territorio nella produzione metalmeccanica unita all’innovazione – commenta Antonella Candiotto, presidente del Gruppo Metalmeccanico di Confindustria Veneto Est. – Qui si concentra oltre il 55% delle imprese e degli addetti del comparto in Veneto, circa metà dell’export» ha proseguito, riferendosi al distretto metalmeccanico e meccatronico aggregato con 12.347 imprese di Padova, Treviso, Venezia e Rovigo. Questo distretto, che impiega ben 144.709 addetti (pari cioè al 51,8% del totale), ha generato un valore delle esportazioni di 17,1 miliardi di euro nel 2023 (+1,3%), pari al 49,2% del totale regionale del comparto.
«La forza della rappresentanza nella squadra del Presidente nazionale Federico Visentin è cruciale, soprattutto in un momento delicato come questo, condizionato da tensioni geopolitiche, arretramento di mercati cruciali come la Germania, energia, materie prime e trasporti ancora cari, tassi elevati, che si riflettono in un rallentamento congiunturale e riduzione dei margini aziendali» ha continuato. Stando all’Indagine Congiunturale Trimestrale condotta da Confindustria Veneto Est, il primo trimestre 2024 registra infatti un -1,5% nella produzione metalmeccanica rispetto allo stesso periodo 2023. Anche il fatturato esterno, a confronto, è minore (-2,7%). Idem gli ordini, che riscontrano un -10,1% rispetto al 2023.
Conclude la presidente: «Dobbiamo confrontarci tutti con questa realtà, mettere in campo azioni concrete e adeguate. Oltre l’atteso decreto attuativo di Transizione 5.0, che ha tempi di implementazione molto stretti, occorrono misure strutturali, con un orizzonte almeno a cinque anni per rilanciare gli investimenti, potenziare gli incentivi su Ricerca e Sviluppo, oltre a rendere strutturale il taglio al cuneo fiscale, ampliando la platea e con un significativo abbattimento del costo del lavoro per le aziende. In questa direzione, daremo voce e forza alla metalmeccanica del nostro territorio».
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