AmbienteNaturaSlide-mainTrevisoVeneto

Il Sile è in buona salute. Parola di Lampetra Zanandreai

1 minuti di lettura

Nonostante la persistente carenza idrica, il monitoraggio nel Parco Naturale Regionale del fiume Sile dimostra la qualità delle acque di risorgiva.

Si sono concluse da qualche settimana le prime due campagne di raccolta dati sulla fauna ittica autoctona nel Parco Naturale Regionale del Fiume Sile.

Una attività che rientra nell’Accordo Istituzionale ex art. 15 tra Autorità di Bacino Distrettuale delle Alpi Orientali, Università di Trieste e Politecnico di Torino.

Obiettivo dell’accordo è il monitoraggio costante e la descrizione quantitativa dell’habitat utilizzato dalla fauna ittica autoctona, in special modo nel periodo riproduttivo (primavera – estate), con lo scopo di descriverne preferenze e distribuzione, al fine di poter valutare lo stato di conservazione dell’ecosistema di acqua dolce rappresentato dal fiume Sile.

Due i monitoraggi svolti sino ad ora: la prima campagna di raccolta dati si è tenuta il giorno 20 marzo 2022, a cui ha fatto seguito un secondo rilevamento a fine maggio 2022.

“I dati elaborati dal Politecnico di Torino e dall’Università di Trieste – spiega Arturo Pizzolon, presidente del Parco Naturale Regionale del fiume Sile hanno rilevato una buona presenza della fauna ittica autoctona. Particolare importanza ha destato il rinvenimento di un buon numero di esemplari – sia giovani che adulti – di Lampetra Zanandreai, specie endemica del distretto padano-veneto oggi inserita nella lista rossa dell’IUCN (Unione Mondiale per la Conservazione della Natura) come specie Vulnerabile con tendenza della popolazione In declino. L’individuazione di questa specie non parassita, che si riproduce solamente nel tratto medio superiore di fiumi, torrenti e ruscelli con acque pure e ben ossigenate, è di particolare valore e dimostra l’ottimo stato di salute del Sile. Una notizia che ci ristora anche rispetto all’attuale situazione climatica e di carenza idrica”.

Ancor più significativo il fatto che l’habitat della L. Zanandreai negli ultimi anni si sia ridotto di oltre il 50% a causa di canalizzazioni, sbarramenti e inquinamento delle acque.

“Una indicazione di come l’esistenza del Parco Naturale abbia consentito di conservare in modo pressoché inalterato l’ambiente di questa particolare lampreda e, con esso, l’intero ecosistema fluviale. Ora attendiamo il terzo campionamento, quello estivo, e i successivi risultati – conclude Pizzolon – ma possiamo già dire che l’habitat rappresentato dal Sile è integro e in ottima salute”.

Articoli correlati
AmbienteVeneto

Flavescenza dorata della vite. Soluzioni per debellare il fitoplasma

3 minuti di lettura
Folta presenza di viticoltori e agronomi questa mattina, a Rovarè di San Biagio di Callalta, al Convegno viticolo organizzato dalla Dott.ssa Valentina…
Italia MondoPillole di storia, arte e umanitàSlide-main

Il mare di Israele restituisce una moneta di 1.850 anni

2 minuti di lettura
Una spettacolare e rarissima moneta di bronzo eccezionalmente ben conservata è stata recentemente recuperata dal fondo del mare durante un’indagine archeologica subacquea…
CulturaItalia MondoSlide-mainSport

Le leggende dello sci e la coppa del mondo Cervinia - Zermatt al Cervino CineMountain

2 minuti di lettura
Pirmin Zurbriggen e Piero Gros, Peter Fill e il regista Gerald Salmina, la Streif di Kitzbuehl e la La Matterhorn Cervino Speed…

    RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
    ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!