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Il Senato approva la legge sul biotestamento

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Il Senato ha dato il via libera al Ddl sul biotestamento: 180 voti favorevoli, contro i 71 no e i 6 astenuti, hanno messo fine ad uno stallo che durava da otto mesi, anche se il dibattito sulla bioetica in materia durava da molti anni. Le norme che regolano il fine vita diventano legge dello Stato, grazie ai voti favorevoli di un’ampia maggioranza di senatori.

 

Il ricordo di Piergiorgio Welby, affetto da distrofia muscolare e impegnato fino alla fine per il riconoscimento legale del diritto al rifiuto dell’accanimento terapeutico in Italia, riaffiora in questa giornata storica, dimostrando che l’impegno a favore di un avanzamento della società non è stato invano.

 

La moglie, Mina Welby, ha assistito alla votazione e crede fermamente nel concetto di umanità insito in questo Ddl, tanto da affermare di essere sicura “che anche quelli che hanno votato contro nel profondo del cuore approvano quello che dice la legge. Se la leggono è una legge buona, certo non perfetta, con piccole cose che si possono proteggere”.

 

La commozione fra i rappresentanti dell’associazione Luca Coscioni, fra cui la stessa Mina Welby e Emma Bonino, da sempre impegnata su questo fronte, ha prevalso durante l’annuncio dell’approvazione del testo di legge, restituendo voce in capitolo a tutti coloro che scelgono di autodeterminarsi quando ancora nel pieno delle proprie capacità di intendere e di volere.

 

Cosa prevede la legge sul biotestamento
I due articoli cardine del provvedimento approvato in Senato sono principalmente due:

– L’articolo 1 sul consenso informato, ovvero il divieto di trattamenti sanitari privi del consenso libero e informato della persona interessata;

– L’articolo 4 sulle disposizioni anticipate del trattamento prevede che “ogni persona maggiorenne, capace di intendere e volere, in previsione di una eventuale futura incapacità di autodeterminarsi, può, attraverso Disposizioni anticipate di trattamento (le cosiddette Dat, ndr), esprimere le proprie convinzioni e preferenze in materia di trattamenti sanitari, nonché il consenso o il rifiuto rispetto a scelte diagnostiche o terapeutiche e a singoli trattamenti sanitari, comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiali”

 

 

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