Era il 27 novembre 1957 e a Milano in Viale Regina Giovanna al civico 43, zona Porta Venezia, proprio al posto di una vecchia officina in disuso nacquero i “Supermarkets Italiani“, oggi Esselunga
Diciamo subito che l’invenzione sublime arrivava dagli USA, dove nel 1916 in Tennessee con il nome di Piggly Wiggly, emette il primo vagito un negozio self-service, autentica novità, con i clienti che potevano liberamente scegliere i prodotti e portarli alla cassa direttamente. Rivoluzione allo stato puro
Ma torniamo a Milano in Porta Venezia e l’insegna del negozio, una esse allungata che diventa appunto Esselunga per poter decretare uno spiccio cambiamento negli usi, nelle consuetudini e nei modi del consumatore medio, incapsulato in un quotidiano che prevedeva la piccola bottega dove si consumava l’appello e l’aneddoto, una sorta di altra famiglia dove approdare ogni dì, per acquisti e confidenze, giorno dopo giorno.
Al Supermarket invece no, si entra e ci si sofferma in maniera del tutto libera su scaffali e vetrine che recitano temperature bassissime, corsie, carrelli, cestini, libertà e la possibilità di prendere con le proprie mani la merce, senza condizionamenti.
Entrata libera e tutto il tempo a disposizione, per arrivare alle casse, autentica area di rigore della spesa, dove tutto si decide in termini di prezzo, una condizione desueta per via delle prime “spese grandi‘ a cui non si era avvezzi per nulla.
Tute “pratiche“di uso comune, che ogni giorno ci accompagnano ma che sono il puro frutto di una moderna evoluzione che non deve in ogni caso far perdere le tracce di storia e tradizione. Spesa dopo spesa.
Instacult di Mauro Lama
Photo Credit by Wikipedia
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