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Il prendisole ‘abita’ donne ed estate

Un abitino versatile? Molto di piú. E non c’è estate senza che arrivi puntuale il prendisole, indossato dalla mattina alla sera derubricando in un colpo solo pantaloni e maglietta: per affrontare il Caronte di turno in maniera leggiadra, spensierata.

Tessuti leggeri e traspiranti, modelli che variano dallo stretto a quello piú ampio e poi fantasie e colori, il tutto sotto una sola egida: la freschezza.

Un capo duttile che parte da sbracciato ma arriva a reclamare giustamente anche la manica corta, ça va sans dire.

Ma a chi si deve il successo di questo capo iconico che arricchisce ogni anno il mood vacanziero e non solo di ogni donna?

Torniamo agli anni 60 e a Lilly Pulitzer, la socialite e stilista americana che creò dapprima il capo senza maniche, a vestaglietta con colori accesi e brillanti, al fine di poter celare macchie di aranciata che si procurava ahimé lavorando nel suo studio di Palm Beach.

Da quel momento un passaparola repentino di molte sue clienti indussero Lilly a ideare abiti anziché seguire i succhi d’arancia, avviando una vera e propria produzione.

Ma la svolta arriva quando il prendisole, già nell’armadio di molte signore facenti parte dell’upper class americana, finisce per essere indossato da Jaqueline Kennedy, approdando in seguito sulla copertina di LIFE magazine.

Da allora popolarità e successo dell’abito prendisole diventeranno una cosa sola.

Anche quest’estate non sfugge all’abito creato dalla Pulitzer, che si indossa in un attimo, corto o lungo, sbarazzino, colorato e con ricami in pizzo, ma va anche abbinato per non creare il tanto temuto effetto banale.

E allora via a blazer o sottilissime camice denim, sneakers e sandali.

Il tutto all’insegna del buon gusto, per vestire con quell’eleganza mai fugace, leggera e piacevole.

Zero Biscuit di Mauro Lama

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