La nuova teoria politica oggi è la responsabilità collettiva. È una teoria che esiste nel tempo, ma prende ogni volta un nuovo colore. Cosi la teoria della responsabilità collettiva, la troviamo anche nella filosofia politica di Hannah Arendt. Però qui la responsabilità collettiva, di Hannah Arendt aveva un’altra dimensione.
Ogni volta la responsabilità collettiva diventa un caso della “colpa morale” riguarda esclusivamente la coscienza individuale e dunque implica una responsabilità verso le azioni compiute dall’individuo. Ciascun uomo è, in condivisione con gli altri, “responsabile” per le azioni che sono state compiute dai cittadini. Il legame tra “responsabilità collettiva” e “sfera della politica” è indissolubile per Hannah Arendt (Vedi Hannah Arendt. Responsabilità e giudizio. Paul Vernaglione. Recensioni Filosofiche.)
In altre parole, per Hannah Arendt esiste una responsabilità squisitamente politica di tutti coloro che hanno vissuto passivamente sotto il regime nazista, una dimensione di “passività”, data dalla dipendenza costitutiva del soggetto dagli altri soggetti agenti. È sicuro che Hannah Arendt era influenzata da Jaspers e l’opera di Jaspers. “Sulla responsabilità politica della Germania”.
Un’altra dimensione troviamo con la teoria di Judith Butler, quando lei sostiene che la responsabilità collettiva esiste come partecipazione. È l’importanza del lutto. La responsabilità collettiva secondo Judith Butler è un prodotto di dolore comune.
Oggi la responsabilità collettiva è una formalità, è panacea. E l’applicazione della responsabilità collettiva dovrebbe magicamente guarire il male.
La teoria della responsabilità collettiva, oggi, va insieme con la teoria della deregolamentazione. Che cosa è la teoria della deregolamentazione? La teoria della deregolamentazione ha rappresentato, durante gli anni 1980, uno dei pilastri della politica economica del presidente statunitense RW Reagan che, anche diminuendo l’imposizione fiscale, ha rilanciato le teorie liberiste che caldeggiavano la riduzione della presenza dello Stato nell’economia, dando vita alla cosiddetta reaganomics (si veda Lucio Poma treccani.it)
Qui possiamo vedere un esempio della responsabilità collettiva che esiste nell’ economia dell’ Unione Europa. Nell’Unione Europea la clausola di responsabilità collettiva viene con Bail in. Bail in significa che i creditori / depositanti, di una banca fallita saranno coinvolti nelle perdite. Nell’ ‘Unione Bancaria Europea, parlavamo di Nuova Normalità Bancaria per indicare una normativa che, armonizzando le regole in ambito europeo, dettava alle Banche parametri di sicurezza inflessibili a cui, da lì in avanti, avrebbero dovuto attenersi.
I meccanismi di risoluzione nell’Unione Europa ci sono con le nuove regole, ci sono con le clausole generali. La clausola generale è un termine o sintagma di natura valutativa caratterizzata da indeterminatezza, per cui il significato di tali termini o sintagmi non è determinabile, ci sono criteri e parametri per ogni caso.
E come diceva Hannach Arendt che non ci sono innocenti in modo assoluto, anche le Istituzioni Europee hanno introdotto il pensiero che non esiste la presunzione d’innocenza. Oggi tutti siamo complici, per tutta. La complicità e le clausole di salvaguardia sono le nuove regole. L’elemento della scommessa. Siamo complici, come cittadini per il sistema bancario, siamo complici per le motivazioni politiche, per le decisioni politiche, siamo complici per i profughi, per i rifugiati, per i migrati, ecc.
Viviamo l’elemento della scommessa. Ogni cittadino non ha il diritto di proporre, discutere e di votare ogni legge ed ogni politica. Che poi i cittadini vogliano o no usare questo diritto, non spetta a loro deciderlo.
Apostolos Apostolou, scrittore e docente di Filofofia
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