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“Il Natale d’Arte Sperimentale” è arrivato a Treviso

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Il 15 dicembre 2019 è stata inaugurata la mostra “Il Natale d’Arte Sperimentale”, che l’artista Lorenzo Maria Monti ha offerto alla città di Treviso, organizzata in collaborazione con la Provincia, il Comune e i Musei Civici di Treviso nella splendida sede del Museo Luigi Bailo.

 

Il Museo Luigi Bailo è la più antica e attuale delle sedi museali civiche di Treviso ed è anche il giusto omaggio a quella straordinaria passione per il collezionismo dell’abate Luigi Bailo, che ha dato origine al prezioso patrimonio artistico, culturale e museale della città.

 

Come il Museo di Santa Caterina, anche il Museo Bailo conserva luci e atmosfere dell’antico convento di origine medievale, che ospita nella splendida Galleria del Novecento, circa 340 opere dal secondo Ottocento fino alla prima metà del Novecento, oltre ai capolavori del grande artista trevigiano Arturo Martini (Treviso 1889 – Milano 1947).

 

Tutto ciò sarà ulteriormente impreziosito fino al 12 gennaio 2020 dalla mostra dell’artista contemporaneo Lorenzo Maria Monti. Un’esibizione a sfondo benefico che intende anche devolvere parte dei ricavati dell’evento all’Ospedale Ca’ Foncello di Treviso. 

Nello specifico, i ricavati delle sfere visibili all’interno del bookshop e i ricavati delle collezioni presenti verranno impegnati per l’acquisto di strumenti musicali per i bambini dell’Ospedali, recentemente spariti dal reparto di pediatria.

 

 

All’apertura ha partecipato il Sindaco Mario Conte che ha dichiarato: “La volontà dell’amministrazione è quella dare ai Musei della città degli spazi per vivere la comunità”. Il Sindaco ci ha dato anche qualche anticipazione sui prossimi lavori di ristrutturazione del Museo dove verranno impiegati 3 mln di euro di investimenti. Un segno importante che farà di Treviso, grazie alla cura del suo patrimonio artistico e culturale una città che aprirà le porte nei prossimi anni al turismo e all’internazionalizzazione. Presente anche l’Assessore Lavinia Colonna Preti.

 

La mostra presenta gli ultimi due progetti artistici “Chiaroveggenza” e “Vitrum Spatialis” più l’ultimo progetto “Sirio B” presentato in anteprima realizzato con una tecnica innovativa.

 

Il progetto “Chiaroveggenza” è stato esposto alla prestigiosa mostra PARATISSIMA di Milano “Through the Black Mirror” nel 2018 e presenta gli scatti realizzati a Jökulsárlón, una laguna glaciale nel sud-est dell’Islanda.

Il fine vuole essere inteso come responsabilità politica sociale per sensibilizzare i visitatori sul tema dello scioglimento dei ghiacci. 

 

“Vitrum Spatialis” presenta gli scatti realizzati attraverso dei crogioli di vetro di Murano dove l’artista immagina un universo più vicino a noi. Lorenzo Maria Monti ha tradotto questa idea ispirandosi alle immagini della NASA, per rappresentare un’altra visione dello spazio, un paesaggio immaginario ove vi è il desiderio di scoprire elementi nascosti e di interagire con cristalli di vetro e fonti luminose trasformandoli in qualcosa di estetico.

 

Per dare vita all’ultimo progetto “Sirio B” è stata strettamente fondamentale la necessità di una snodabilità delle dita delle mani che è solita, e notevolmente sviluppata, nei prestigiatori e nei pianisti.

Questa dote naturale, unita alla grande pazienza e all’amore per il dettaglio, consente di poter donare all’opera finita delle linee curve perfette che sarebbero possibili esclusivamente attraverso l’utilizzo di una macchina industriale.

 

Il connubio delle skills sopra citate mixate alla creatività e alle alte temperature dei forni, sono il risultato della serie che l’artista presenta, in una esibizione di forme e opere sempre diverse e sempre originali.

La peculiarità inoltre di quest’opera è che alcune delle sfere sono state sensibilizzate ai raggi ultravioletti, ossia ottengono una reazione quando vengono esposte alla luce di colore blu o viola. Di fronte a questa situazione infatti l’opera mostra forme e sfumature in esse presenti, facendo risaltare determinati aspetti e mantenendoli illuminati per una frazione di tempo grazie l’effetto “glow-in-the-dark”.

 

Lorenzo Maria Monti utilizza questa tecnica per ricreare e simulare, una possibile passeggiata su un pianeta sconosciuto.

 

I tre progetti sono legati insieme da un filo conduttore concettuale, partendo dai problemi ambientali quali lo scioglimento dei ghiacci, l’innalzamento dei mari e il surriscaldamento globale l’artista va oltre portandoci ad immaginare come sarebbe esplorare dei nuovi mondi.

Il percorso delle tre sale ambientate al Museo porterà il visitatore a interloquirsi su diverse questioni, portandolo a vivere un’esperienza immersiva e sensoriale.

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