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VIDEO / Il Monumento Storico e l’Archistar: una serata di teatro, convivio e riflessione tra i colli asolani

4 minuti di lettura

Sabato 6 settembre, sotto il chiarore di una luna piena che pareva voler fare da riflettore naturale, il club culturale Barbini ha ospitato un evento davvero speciale. Nella suggestiva cornice dei colli asolani, con la presentazione di Francesco Cellini, l’architetto e scrittore Cesare Feiffer ha raccontato la sua opera “Il Monumento Storico e l’Archistar: Dramma in tre Atti”, un testo che trasforma la riflessione sulla conservazione architettonica in una fiaba amara e profondamente attuale

Una serata di arte e cultura

L’autore non era da solo sul proscenio. Ad accompagnarlo, tre interpreti d’eccezione: Silvana Torto, Paolo Canessa e Fabio Cossato, tenori della recitazione, della filosofia, della critica letteraria e altro ancora, che hanno saputo dare voce e corpo alle parole di Feiffer. Il recital è stato impreziosito da un colto commento musicale che ha sottolineato i momenti più intensi della narrazione, generando un’atmosfera di rara suggestione tra il pubblico. La location non poteva essere più appropriata: il club culturale Barbini, con la sua posizione privilegiata tra i vigneti, ha offerto un contesto in perfetta armonia con i temi dell’opera, dove il rapporto tra paesaggio culturale e architettura storica si manifesta in tutta la sua bellezza.

L’autore: un architetto dalla visione integrale

Cesare Feiffer porta sul palcoscenico quarant’anni di esperienza professionale e culturale nel campo del restauro architettonico. Architetto libero professionista e direttore di Recmagazine, ha insegnato Restauro architettonico al Politecnico di Milano e all’Università di Roma Tre, distinguendosi come uno dei primi professionisti a condurre ricerche applicate per il “progetto di conservazione”.

La sua filosofia professionale si fonda su una convinzione salda: la conservazione del patrimonio costruito può essere raggiunta solo attraverso l’integrazione quotidiana tra approfondimento culturale-scientifico e prassi operativa. Una visione che ha messo in pratica su oltre cinquecento edifici monumentali, tra pubblici e privati, civili e religiosi, e che ha condiviso attraverso una produzione editoriale di grande rilievo, con opere fondamentali come “Il progetto di conservazione” (FrancoAngeli, 1990) e “La conservazione delle superfici intonacate” (Skira, 1997).

Da ex rugbista, Feiffer affronta la vita, la professione e l’attività culturale con la determinazione di chi punta direttamente all’obiettivo, mantenendo sempre spirito di squadra, rispetto delle regole e dei valori umani.

Un dramma semiserio in forma di fiaba

“Il Monumento Storico e l’Archistar: Dramma in tre Atti” racconta la storia di un edificio come tanti ne esistono nelle città italiane. Ma questo non è un edificio qualunque: è un narratore che ci guida attraverso le sue fasi costruttive, quelle del degrado, la storia lontana e quella recente.

In un dialogo delicato, ironico ma profondamente colto, parlano le pietre, gli intonaci, i mattoni, le travature, i coppi e tutti i loro “colleghi” materiali. Raccontano con passione e amore la loro storia: come sono stati approvvigionati, posati in opera, manutenuti o dimenticati nel tempo. Ad ascoltarli, un soprintendente capace di sentire le loro voci, che con loro interloquisce, chiede, ascolta, accarezza e riflette sui problemi della conservazione del patrimonio architettonico.

La fiaba si trasforma in dramma quando entrano in scena il sindaco della città e l’archistar, portatori di programmi innovativi, progetti distruttivi, interventi incompatibili che minacciano di zittire quel fertile dialogo tra passato e presente. È la rappresentazione teatrale di una tendenza sempre più diffusa nel panorama contemporaneo, che ignora secoli di cultura del restauro e agisce con la presunzione di chi vuole lasciare il proprio segno creativo a discapito dell’autenticità storica.

L’eco del pubblico

La serata ha saputo coinvolgere profondamente il pubblico presente. La formula scelta ha permesso di affrontare temi complessi e tecnici rendendoli accessibili e emotivamente coinvolgenti. “E’ stata una serata intensa e coinvolgente, con amici e professionisti che condividono la sensibilità verso un tema fondamentale: la tutela del nostro patrimonio storico. La rappresentazione, con un linguaggio semplice ma colto, ha trasmesso con forza il problema degli interventi che rischiano di deturpare paesaggi e skylini unici al mondo” racconta Roberta, appassionata che ha seguito con partecipazione l’intero recital; “Mi ha colpito il modo in cui si è data voce ai materiali stessi, che soffrono, parlano e comunicano: un messaggio potente per chi sa ascoltare. Io sono convinta che sia possibile unire restauro, efficientamento energetico e design nel rispetto della tradizione e della cultura che rendono il nostro Paese unico e invidiato da tutti” commenta Sabrina, produttrice di coppi e amica di lunga data di Feiffer.

Un pic-nic sotto le stelle

A completare la magia della serata, gli organizzatori hanno offerto a tutti gli ospiti un sontuoso rinfresco che ha trasformato l’evento in un’esperienza sensoriale completa. Tra i filari illuminati dalla luna, sono stati serviti fior di focacce artigianali, prodotti genuini del territorio asolano, una selezione di vini locali, cocktail sapientemente preparati, dolci fatti in casa e tante altre prelibatezze che hanno reso omaggio alla tradizione gastronomica del luogo.

Questo momento conviviale, che ha seguito il recital, ha permesso al pubblico di prolungare le riflessioni suscitate dall’opera di Feiffer in un’atmosfera di condivisione e dialogo, dove il piacere della buona tavola si è sposato perfettamente con quello della cultura, creando un’esperienza indimenticabile per tutti i partecipanti.


Luce, cultura e profonde riflessioni

L’evento del 6 settembre al club culturale Barbini rappresenta un esempio virtuoso di come la cultura possa farsi veicolo di riflessione critica sui temi più urgenti del nostro tempo. La conservazione del patrimonio architettonico non è solo una questione tecnica, ma un problema culturale e sociale che riguarda la nostra identità collettiva.

Cesare Feiffer, con la sua “fiaba non a lieto fine”, ci ricorda che ogni pietra, ogni mattone, ogni dettaglio architettonico racconta una storia che merita di essere ascoltata, compresa e preservata. In un’epoca in cui il nuovo spesso prevale sull’antico senza criterio, opere come questa assumono il valore di una bussola culturale, indicandoci la strada per un rapporto più consapevole e rispettoso con il nostro patrimonio storico.

La luna piena che ha illuminato questa serata asolana è parsa quasi simboleggiare la luce che la cultura può gettare sui problemi del presente, trasformando la consapevolezza in azione e la riflessione in impegno concreto per la tutela di ciò che ci è stato affidato dalle generazioni passate.

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