Il nuovo comma dell’articolo 33 della Costituzione sancisce il valore educativo e sociale dell’attività sportiva
ROMA. Con la legge costituzionale n. 1 del 2023, approvata in via definitiva dalla Camera il 20 settembre, lo sport entra ufficialmente nella Carta fondamentale della Repubblica. L’articolo 33 si arricchisce di un nuovo, significativo comma 7, che recita: “La Repubblica riconosce il valore educativo, sociale e di promozione del benessere psicofisico dell’attività sportiva in tutte le sue forme”.
Un passaggio storico, che segna il riconoscimento istituzionale dello sport come bene comune e diritto da tutelare, in una prospettiva non solo agonistica, ma formativa, inclusiva e sanitaria.
Il principio è stato ribadito con forza dal Ministro per lo Sport e i Giovani, Andrea Abodi, durante il Secondo Festival dell’Umano tutto intero. “Questa modifica – ha affermato – è un fondamento di civiltà. Dobbiamo ora declinarla nel quotidiano, a partire dai territori, dalle scuole, dagli oratori, fino alle periferie sociali ed educative del Paese”.
Per il Ministro, la promozione dello sport non può limitarsi ai grandi eventi, ma deve partire dai luoghi della vita reale, a cominciare dalle palestre scolastiche e dagli impianti di quartiere, “strumenti di aggregazione, prevenzione e riscatto”.
Abodi ha annunciato un piano per ampliare l’accesso allo sport: aprire nuovi playground gratuiti e impianti outdoor, potenziare le infrastrutture esistenti, e soprattutto diffondere una cultura sportiva fondata sui valori del rispetto, dell’inclusione e della legalità.
“Abbiamo un sistema sportivo unico, con oltre 120.000 associazioni diffuse sul territorio – ha detto – ma dobbiamo renderlo efficace anche sul piano sociale, non solo per vincere medaglie, ma per essere davvero competitivi come comunità”.
Il richiamo al nuovo comma costituzionale, ha aggiunto il Ministro, “è un’assunzione di responsabilità collettiva, che chiama in causa tutte le istituzioni: dallo Stato ai Comuni, dal CONI al CIP, dalle federazioni agli enti locali, fino ai cittadini stessi”.
Una visione ampia, che riafferma lo sport come leva di crescita educativa, coesione sociale e promozione del benessere. Un principio ora scolpito nella Costituzione, ma che – per Abodi – “deve tradursi in scelte quotidiane, concrete, tangibili”.
In un’Italia attraversata da diseguaglianze territoriali, fragilità educative e povertà relazionali, il nuovo articolo 33 indica una direzione chiara: la pratica sportiva come diritto, occasione e strumento di comunità.
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