Presentato fuori concorso all’ultima Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia esplora talento, libertà e ambizione. Con un racconto ambientato negli anni ottanta
Diretto da Andrea Di Stefano, il film racconta del giovanissimo Felice, che insegue ambizioni e talento alle prese con il sogno di diventare campione, diretto dal suo maestro, Raul Gatti, interpretato da Pierfrancesco Favino, ex professionista che adora raccontare di un suo ottavo di finale agli Internazionali di Roma, quasi fosse un lasciapassare per autorevolezza e carisma. Il ménage sportivo però, pur ergendosi tra la grande volontà e ambizione dell’allievo si trova a doversi fronteggiare con il salto di qualità che dovrebbe arrivare con i tornei nazionali e la giovane promessa che con il padre decide di affidarsi alle cure del maestro. Con l’inizio di un tratto lastricato da un legame profondo che si instaura tra i due, lontani negli orizzonti generazionali e colti da desideri che alla fine diventano opposti, tra stupore e scoperta della vita nelle prime estati giovanissime e il voler ricominciare. La pellicola di Andrea Di Stefano accende sia Favino che il giovanissimo Tiziano Menichelli, con il tennis aulico pretesto per poter raccontare il futuro di una promessa del tennis e il passato guascone del maestro, tutti e due alla ricerca di vita diametralmente opposta. Con il legame, che in una sorta di up & down diventerà irripetibile, irretito da da bugie, sconfitte, e quel viaggio attraverso l’Italia d’estate indimenticabile e formativo.
@Wikipedia
Instacult di Mauro Lama
Grazie per aver letto questo articolo. Se vuoi restare aggiornato ti invitiamo a iscriverti alla newsletter cliccando qui
