Il leone. Faccia d’ assassino a riposo, e sguardo dritto di chi non teme problemi, anzi, caso mai li risolve. Corpo intriso di grandezza dominante, come dimostrano costole e pelurie arruffate di residui di mille battaglie.
Eppure l’uomo ha deciso il suo essere attraente oltre ogni ragionevole limite, fino a farne l’unico animale degno di dargli un nome, e perché no, anche un cognome. Ah, la potenza: regina incontrastata del ” vorrei quindi faccio” … Del resto, cosa c’ è di più splendido di un animale che non puoi che temere, al punto di adorarlo come un dio invincibile?
Il leone. Un sicario di bellezza recondita, cui affidare la terra orfana dei mostri di una volta, pur di darle dignità di palcoscenico di guerra. Ruggiti e lotte che ci mancheranno, prima o poi, diventando il più vivido dei ricordi esistenziali di noi carnefici. Così ha stabilito una élite di studiosi: precisamente entro il 2050, anno in cui i 30. 000 ancora presenti, diventeranno l’ultimo graffito vivente in qualche parte della savana africana.
Andando a ritroso, non c’ è stato un momento, nei secoli dei secoli, in cui questo formidabile animale non sia stato celebrato comunque e dovunque, persino in qualche grotta maledettamente qualunque. Una bestia fiera, solida, che corre per uccidere e mai per scappare, e che da’ sempre l’idea di una forza impossibile da respingere, ma possibile da celebrare.
Oggi, dopo tanti anni di bracconaggio e commercio invisibile ma tangibile, mi sento di dire che non solo i migliori muoiono, ma lo fanno per conto loro, senza entrare nelle nostre case né coinvolgerci in alcun modo. I leoni ci sono distanti anni luce, o in cattività a due passi da casa. Ma muoiono sempre di più, e rinascono sempre di meno, ahinoi! Anche se sembra che, dalle ultime notizie in merito, i fortunati che vivono nei bioparchi hanno ricominciato ad esistere bene come una volta. Ma voi ci credete? Io no, purtroppo.
Ecco… la giornata mondiale del leone, vuole essere un’ecchimosi fissata sulla pelle di cultori di uno sterminio tanto inutile quanto ingiusto. Pronti a creare e a disfare esseri meravigliosi che condanniamo all’ estinzione anticipata perché non c’ è niente di meglio che leggere sui libri ciò che abbiamo vissuto per millenni.
E allora, caro leone, splendido amico dei nostri cartoni animati di sempre, facci almeno una sorpresa prima di sparire del tutto… esci fuori dal cerchio della metro Goldwin Mayer, dopo averci regalato l ‘ ultimo grandioso ruggito di cui sei sempre stato capace, e vola come il primo vero leone alato della storia. Sarà così che ti vorremo ricordare: come chi si sarà estinto perché non ne poteva più di ruggire, imprigionato in una “O” troppo stretta per essere la tua vera tana.
Ezio Maria Picciotta è stato, negli anni 80, un cantautore prolifico, con vari successi personali come compositore e paroliere per altri cantanti, anche di caratura mondiale (Vanoni, Ricchi e Poveri, Iglesias, Mal …)! Ma la sua passione soprattutto per la scrittura, è rimasta comunque intatta nel tempo, a testimonianza della sua voglia indomita di considerare, soprattutto poeticamente, le cose e gli eventi più importanti della nostra vita. Oggi, dopo tanti anni, come un villaggio nel sole a picco sul mare, ne ha fatto la sua unica, ridente professione.
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