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Il Gala Lirico per ADVAR

3 minuti di lettura


I Pasqualini and friends al Museo di Santa Caterina

Ieri sera, in una serata estiva finalmente accettabile nelle temperature, si è svolto il Gala Lirico in onore dell’ADVAR, con degli interpreti d’eccezione, i Pasqualini and friends, un gruppo di giovani talentuosi, che hanno saputo stupirci con le loro doti canore e la loro professionalità.

Il nome della compagnia di questi artisti nasce dalla loro partecipazione ad un concorso in Francia a Clermont-Ferrand per l’interpretazione dei ruoli di Don Pasquale nel 2013, e loro, vincitori, hanno fatto numerose repliche insieme dell’edizione di quest’opera. Da qui è nata un’amicizia, che è stata consolidata anche dall’intenzione di ritrovarsi ogni anno, al di là dei loro percorsi professionali, per delle serate di beneficenza.

Ed ecco come è nata l’idea di affiancare il loro proposito con la necessità di celebrare un’istituzione come quella dell’ADVAR, che come ha detto il vice sindaco Alessandro Manera, intervenuto per i saluti istituzionali, è divenuta così necessaria tanto che non si saprebbe come fare se non ci fosse.

Inoltre lui non ha portato i saluti solo dell’amministrazione comunale, ma dell’intera città, che è grata all’ADVAR per tutto ciò che fa per i nostri cari, i nostri amici, per la comunità ed un domani forse per noi.

A presentare l’evento la sempre elegante e professionale Elena Filini, che ha invitato sul palco l’anima dell’ADVAR, la sig, Anna Mancini, che con parole essenziali ha spiegato qual è la mission di questa associazione: il prendersi cura dell’altro, accompagnarlo nelle fasi finali della vita nella Casa dei Gelsi, l’elaborazione del lutto per chi resta ed un ultimo nuovo servizio, il Ponte, che prevede un sostegno psicologico per chi si ammala di cancro, soprattutto dopo la diagnosi.

Siamo entrati poi nel cuore del concerto con la presentazione dell’opera di Mozart, Il Don Giovanni, di cui i Pasqualini hanno cantato alcuni brani. Questa è un’opera molto amata dal pubblico, perché questo personaggio rappresenta l’archetipo di un uomo sprezzante della morte e che arriva al suo incontro con una immaturità che lo rende inconsapevole di cosa gli stia accadendo.

La premessa di quest’opera sono le Nozze di figaro che Mozart scrive a Vienna. Poi da lì va a Praga, dove incontra Lorenzo Da Ponte, il librettista di Vittorio Veneto, con il quale poi nascerà la collaborazione che porterà alla trilogia, tra l’altro il primo italiano a New York. Ma le suggestioni per un personaggio topico quello quello del Don Giovanni c’erano già in un autore spagnolo, Tirso De Molina, e nello stesso Giacomo Casanova, che probabilmente ispirerà la celeberrima aria di Leporello Il catalogo è questo.

Il concerto è iniziato grazie anche al prezioso supporto del Maestro Federico Brunello al pianoforte, che collabora regolarmente con la Fondazione di Verona, ma che svolge anche un’intensa attività concertistica, che lo ha portato ad esibirsi in prestigiosi palcoscenici di rilievo, inclusa una esibizione alla prestigiosa Carnegie Hall di New York.

Il susseguirsi dei brani del Don Giovanni hanno evidenziato le capacità sonore e sceniche dei vari cantanti(Leonardo Cortellazzi, Alex Martini, Anna Sohn, Simone del Savio e Jean Vendassi). Ma ancor più queste sono state messe in risalto nell’esecuzione dei brani del Don Pasquale, che loro, più e più volte hanno recitato e cantato assieme.

Per quel riguarda quest’ultima opera è stata composta da un Donizetti 45enne, malato di sifilide, dopo una gioventù bruciata, come l’ha definita Elena Filini nella presentazione. Nasce questa opera buffa in un contesto musicale in cui Rossini si era ritirato dalle scene e Bellini era mancato. Quindi Donizzetti era rimasto solo ed unico rappresentante del bel canto italiano.

Il protagonista dell’opera non è un giovane seduttore, ma un vecchio scapolo che si illude di ritrovare la gioventù sposando una donna molto più giovane di lui. Ma viene beffato.

La serata si è conclusa con un bis dalla Traviata, con la famosa aria Libiamo nei lieti calici e con il ringraziamento ai numerosi sponsor, quasi tutti negozi ed attività residenti nel quartiere della Pescheria di Treviso e al main sponsor, la Banca delle Terre Venete, che nel suo statuto ha la mission di trasformare i dividendi in servizi per la comunità.

A spettacolo terminato, i cantanti si sono fatti una foto nella stessa posizione di quella della locandina che risaliva al 2013. Un prima ed un dopo stimolante ed interessante.

Ma quello che ha commosso di più è stato vedere quante persone del pubblico siano andate a ringraziare personalmente Anna Mancini per quello che ha fatto e sta facendo per le persone care e e per la comunità.

Un gala perfettamente riuscito sia per il bel canto che si è potuto ascoltare che per la finalità benefica di questa iniziativa, che accresce i valori di solidarietà di una comunità.

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