A vent’anni dal film cult sul mondo della moda e dell’editoria, il nuovo film “Il Diavolo veste Prada 2” ci mette davanti alla realtà di una vita segnata dalla precarietà del lavoro, degli affetti, del successo, minata dal mondo digitale, dall’Intelligenza Artificiale, dalla mancanza di sostegno per restare fedeli ai propri principi
Pensavo di divertirmi come vent’anni fa quando vidi per la prima volta il Diavolo veste Prada. Beh, ma non è stato così. Anzi, ho dovuto combattere tutta la notte per digerire quel pugno nello stomaco che mi ha lasciato dentro.
Il film“Il Diavolo veste Prada 2” ha una profondità di linguaggio molto diversa dal suo predecessore, corroborata da immagini straordinarie. Una fra tutte, quella che riprende la protagonista Miranda (Maryl Streep) da sola in una splendida Galleria del Corso deserta, a Milano.
La regia
Tecnicamente il film, all’inizio si presenta male, a causa di un doppiaggio molto discutibile, a tratti stonato. Comunque, dopo un pò te ne dimentichi, o forse si aggiusta da solo, tanto che poi rimani più concentrata sulle immagini. E sui testi.
Le parole che Miranda dice ad Andy, sotto L’ultima cena di Leanardo da Vinci, nel Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano, sono indubbiamente di grande impatto. Ma non ve le svelo, tranquilli.
Nel film, diretto da David Frankel, Miranda organizza un’esclusiva cena per gli inserzionisti di Runway, il magazine che dirige, proprio sotto l’Ultima cena.
Naturalmente il tutto è frutto di una ricostruzione cinematografica ma l’impatto visivo è potente. E le parole anche. Niente da dire dunque sulla realizzazione scenica di questo film se non per quel doppiaggio inizialmente irritante.
La trama
Chi non ha visto il primo film, cosa ormai impossibile visti tutti gli spezzoni che in questi mesi girano sui social, deve sapere che la protagonista Andrea, Andy, è stata per un breve periodo, da giovane laureata aspirante giornalista, la seconda assistente di Miranda, una donna potente e invidiata, esigente e maltrattante. Andy aveva lasciato quel posto per rincorrere il suoi sogno di un lavoro appagante come giornalista.
E in questi vent’anni Andy ha avuto molto successo svolgendo il lavoro che voleva fare da sempre, la giornalista, e proprio per questo riceve l’ennesimo premio durante una cena. Contemporaneamente, lei e i suoi colleghi ricevono un messaggio sul cellulare che li avvisa di esser stati licienziati.
É la legge del mercato che cambia e l’editoria è la prima ad essere penalizzata. Lo sa bene Andy: il giornale cartaceo non vende più, sta scomparendo. Sta scomparendo anche la lettura degli articoli, ovunque essi siano posizionati. Anche un articolo digitale non viene più “cliccato” ma solo “scrollato”.
Così Andy si ritrova disoccupata. Ma per poco, poichè viene quasi casualmente riassunta proprio dalla rivista Runway dove aveva svolto il ruolo di assistente di Miranda, vent’anni prima. Ora ha un incarico importante: deve risollevare le sorti del magazine, dopo uno scivolone editoriale.
Andrea riesce a trovare lo scoop giusto per far leggere i suoi articoli e il giornale si riconferma al centro degli interessi nel campo della moda. Fino al prossimo ostacolo che comunque Miranda riuscirà anche questa volta a superare.
Il film attraversa, in quasi due ore, le tematiche importanti e drammatiche della vita di oggi, vent’anni dopo. In testa il problema del lavoro, precario e malpagato (i tagli alle spese colpiscono anche Miranda che deve viaggiare in economic class e mangiare alla mensa aziendale…).
La famiglia che va in pezzi, quando c’è, è uno dei temi di sottofondo. La crisi economica ed affettiva ha spinto Andy a lanciare un’opa sulla sua maternità. (“I miei figli abitano dal dottore, congelati”).
La crisi dell’editoria e quella del lavoro in generale, sostituito prima dalla tecnologia e poi dall’intelligenza artificiale, è come uno tsunami che travolge tutto. Perfino i bei vestiti che indossano le impiegate di Runway, rigorosamente firmati, sono di seconda mano, come confessa la nuova assistente di Andy.
Poi, la casa in affitto di Andy, con un bagno inguardabile, dal cui rubinetto esce acqua marron, ci fa pensare che anche New York, come tutto il mondo….è paese!
Il passaggio generazionale nel mondo dell’imprenditoria, il costo della vita, la voglia di rivalsa, la ricerca della felicità sono ingredienti di questo film che fotografa la società dei quarantenni oggi, mentre i settantenni non mollano.
In tutto questo, Prada ha già traslocato.
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