Battistella e la “Commedia” per tutti
A volte c’è un pregiudizio sulla poesia: è per gli intellettuali, è incomprensibile, cosa c’entra con la mia vita? In particolare, poi, nominare la Divina Commedia può attivare reazioni del tipo: no, grazie, a scuola me l’hanno imposta ma non ci capivo niente, cosa c’entra una scrittura del Duecento con noi uomini e donne dei social e degli sms?
Beh, se avete avuto la fortuna di incontrare Giorgio Battistella e la sua passione smisurata per la parola dantesca, sicuramente vi siete ricreduti. Il professore trevigiano, infatti, da quasi 20 anni propone, attraverso un approccio estremamente moderno, un incontro con i versi del Sommo Poeta che è tutto fuorché barboso ed accademico. Un amore nato sui banchi di scuola, che ha preso forma nel tempo, diventando e inventando una personalissima e coinvolgente “pedagogia”, che avvince e incanta le persone più comuni, anche prive di una cultura specifica.
Battistella introduce al Canto in questione attraverso una narrazione accessibile, densa di riferimenti contemporanei, calibrando con perizia i necessari approfondimenti letterari e il graduale svelamento del significato profondo, umano ed esistenziale, del discorso dantesco.

Come una sorta di moderno Virgilio, è lui ad accompagnarci nell’attraversamento dei passaggi più ostici, sciogliendo ciò che linguisticamente può apparire lontano, aprendoci con delicatezza alle domande che la Commedia sollevava e solleva sull’essere umani, sull’etica, sui valori che fondano – impliciti o espliciti- l’esistenza di ciascuno.
Alla prima parte esplicativa segue l’incanto di una recita, tutta a memoria, che dà corpo e sangue alle parole, evocativa al punto da rendere quasi palpabili, concreti, visibili davanti agli occhi degli spettatori i personaggi, i luoghi, le storie che Dante ci narra. In un tempo come il nostro, in cui questa parola-memoria è diventata quasi esclusivamente riferimento di un potenziale digitale divenuto indispensabile, risulta perlomeno controtendenza questo riappropriarsi di una facoltà squisitamente umana, che fonda la nostra identità, fatta di storie tramandate oralmente, riportandoci all’origine della Poesia stessa con i suoi trobadores medievali, i contastorie presenti in ogni cultura.
Un progetto ambizioso di grande spessore, che Battistella ha proposto in svariati contesti, pubblici e privati, e che da qualche anno si muove anche sulle ruote di un’originalissima impresa: il Tour dantesco de Il VianDante, un viaggio in bicicletta che attraversa le regioni italiane dal Nord al Sud, scambiando ad ogni tappa la recita stessa con l’ospitalità. Una bici, appunto, Dante e gli incontri lungo il percorso sono gli ingredienti che creano l’alchimia di questo progetto letterario-performativo, che ha visto nel 2021 (700° della morte di Dante) l’attraversamento di Marche-Umbria-Toscana, nel 2022 quello di Puglia-Basilicata, nel 2023 la costa tirrenica (da Chiavari a Reggio Calabria), nel 2024 i grandi laghi del Nord, tra Veneto-Lombardia-Valle d’Aosta e Piemonte, nel 2025 le regioni del Centro Italia e nel 2026 il periplo della Sicilia.
Ma la scommessa più impegnativa del professore è la recita integrale della Commedia, a partire dal Canto I dell’Inferno per arrivare al XXXIII del Paradiso.

Anfitrione e complice di questa avventura è da anni Alessandra Cervellini, libraia attenta e originale, che ha messo a disposizione la piccola sala della sua Libreria Universitaria S. Leonardo in piazza S. Maria dei Battuti a Treviso ogni mercoledì alle 17.30. Il progetto si è concluso a giugno di quest’anno ma, a grande richiesta riprenderà il 7 ottobre con il Primo canto dell’Inferno.
È possibile seguire settimanalmente lo sviluppo sulla pagina Facebook della Libreria e su quella del professore Ascolto Dante e vivo.
È davvero il caso di dire: ascoltare per credere, la Commedia vi aspetta.
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