Il tavolo è quello del Governo, apparecchiato con l’argenteria della festa e sembra sia rimasto senza Conte e i suoi Principi, il tutto in nome dei sani “principi”.
La manfrina parte da un file impervio sottoposto a Draghi che contiene sberle tipo il salario minimo, la difesa del reddito di cittadinanza, lo sblocco del Superbonus 110, il taglio del cuneo fiscale per i lavoratori e via discorrendo.
Un tira e molla che dura da ore, giorni, settimane tanto che il Conte lacerato dalla tiritera ha mollato gli ormeggi umiliato a suo dire dalle prevaricazioni del Palazzo finendo anche per staccare la spina al governo sull’ormai famoso Decreto aiuti.
Succede di tutto con 30 parlamentari del Movimento pronti a salutare le 5 stelle e di fatto programmare l’ennesimo sciame sismico.
Il conto alla rovescia è iniziato ma come finirà? Andiamo per gradi centigradi, anche perché a Roma e non solo mercoledì se ne conteranno all’ombra una quarantina, dopo la scialuppa lanciata da Mattarella che sembra essere calata in un mare in tempesta e prevede l’ipotesi di un ripensamento di Mario Draghi la dialettica politica elevandosi all’ennesima potenza ha riavvolto il nastro su larghe intese, appelli alla responsabilità e cautele immergendosi in un retorica appassionata ma forse sterile.
Difficile quotare sfiducia e appelli a questo punto anche perché tra fronde, benpensanti, desiderosi di urne e Sindaci in blocco, il caleidoscopio appare ricco e curiosamente costellato di frammenti impraticabili che neanche essere su Marte.
In questa ridda, in questo ballo delle streghe, appaiono anche vendette e sospiri, stracci che volano e accolite di rancorosi, gelosi avvelenati e sospettosi, come in un pezzo di Caposseliana memoria.
In mezzo, ma neanche tanto e forse in cima, rimane un Paese allo sbando tra pandemia sempre presente, situazioni geopolitiche ingigantite dal faldone bellico in Ucraina e una ripresa economica che manco a parlarne.
Il tutto in una calda e fragorosa estate, tra il Conte i suoi Principi e i sani principi e la legislatura come un gatto in tangenziale.
Instacult di Mauro Lama
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