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Il Concerto dell’Assunta

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Il battito dell’inchiostro: Casa Sonzogno

In Piazza Santa Maria Maggiore sabato 15 agosto alle ore 21 si è celebrato un rito laico molto caro ai trevigiani. Più di 1200 persone hanno potuto fruire del Concerto dell’Assunta, offerto dall’Amministrazione Comunale di Treviso in occasione del rito religioso, che invece si svolge al mattino all’interno di Madonna Granda, una delle chiese più care ai trevigiani.

Si tratta di una rievocazione storica di un fatto avvenuto ormai più di settecento anni fa, quando  Gherardo da Camino, allora signore di Treviso, promise alla Vergine, con un voto solenne pronunciato nel 1302, un cero annuale nel giorno dell’Assunta qualora la città avesse ottenuto la vittoria nella guerra contro il Patriarca di Aquileia. Così avvenne, e il rito ebbe inizio.

Ed a ricordarlo vi è anche un grande dipinto commemorativo del 1996 firmato da E. Marchesini sulla parete destra del presbiterio-

Una tradizione poi ripresa nel 1946, dopo il bombardamento del 7 aprile 1944 e la ricostruzione della parte danneggiata del Santuario. Quest’anno la cerimonia era particolarmente speciale perché ricorrevano gli 80 anni dal ripristino dell’offerta della città e dell’accensione del cero alla Madonna.

E proprio per questa occasione del concerto serale che la piazza si è vestita di blu, con un’illuminazione pensata dal sindaco Mario Conte già dall’anno scorso, come è stato detto nei saluti iniziali dall’Ass. De Gregorio e che quest’anno l’organizzazione ha realizzato con un ottimo risultato.

Il concerto è iniziato con l’overture de Il segreto di Susanna di E. Wolf -Ferrari per celebrare i 150 anni dalla nascita del compositore, eseguita dall’Orchestra della Filarmonia Veneta, diretta dal Maestro Gerardo Felisatti.

Poi è intervenuta l’elegantissima Elena Filini, che come presentatrice dell’evento, ha spiegato il fil rouge che avrebbe legato i vari brani proposti nel concerto. Infatti il tema del tradizionale Concerto dell’Assunta a Treviso quest’anno è stato “Il battito dell’inchiostro: Casa Sonzogno”.

L’evento si è svolto attraverso un omaggio e un percorso narrativo e musicale dedicato alla storica casa editrice musicale e al suo ruolo nel melodramma italiano tra Ottocento e Novecento. L’omaggio principale ha riguardato infatti la storia di Edoardo Sonzogno e della sua omonima casa editrice, che sfidò il monopolio di Casa Ricordi e lanciò giovani talenti.

Infatti fu proprio Sonzogno a battezzare il successo di tre opere più importanti della Giovane Scuola: Cavalleria Rusticana di Pietro Mascagni, Pagliacci di Ruggero Leoncavallo ed Andrea Chenier di Umberto Giordano. Oggi Casa Sonzogno non si occupa più di musica. Rilevata nel 2010 da Marsilio, il suo cuore ora batte a Venezia.

La scaletta del concerto ha presentato arie e pagine sinfoniche di operisti legati a quel filone, tra cui Bizet, Mascagni, Boito, Puccini, Giordano e Leoncavallo. I brani lirici sono stati eseguiti dalle voci del soprano iraniano (naturalizzato italiano) Forooz Razavi, del tenore Max Iota e il baritono coreano Daniel Gwon.

Mentre Max Iota è un professionista con avviata carriera, Daniel Gwon è risultato vincitore del Concorso Iris Adami Corradetti ed ha partecipato al concorso Toti Dal Monte di Treviso. Forooz Razavi invece si è distinta con il secondo premio al Concorso Internazionale di Canto Vox Futuri organizzato a Padova nel 2026.

Ospite della serata anche la piccola Lisa, una delle soliste del Coro di Voci Bianche Comune di Treviso- Teatro Mario Del Monaco, recentemente costituto per volontà dell’amministrazione comunale, facendo tesoro della preziosa esperienza come coro dell’Istituto Musicale Manzato e diretto fin dalla sua fondazione da Livia Rado. La bimba ha cantato un brano tratto da Tosca “Io de’Sospiri”.

Sono stati molto applauditi tutti i solisti, ma anche è stata molto gradita l’esecuzione dell’Orchestra della Filarmonia Veneta diretta dal Maestro Gerardo Felisatti, che si è distinto per la sua consolidata professionalità ma anche per il suo garbo e gentilezza.

Una serata molto riuscita e molto gradita al pubblico, anche se solo tre brani eseguiti erano conosciuti dalla maggior parte delle persone presenti. E’ stata perciò un’occasione, grazie alla sempre professionale e preparatissima Elena Filini, di accrescere la cultura musicale degli appassionati del genere, in un parterre che non era certamente di nicchia, ma piuttosto nazional popolare.

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