“Elisir d’amore”, un allestimento riuscito
TREVISO. Può ancora avere un senso la favola di un imbonitore, trafficante di amori in un mondo sempre più apparentemente cinico?
Certamente ce l’ha, perché il successo che ha avuto la prova generale di questo melodramma giocoso in due atti di Gaetano Donizetti, è stato travolgente.
Sia i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado che i docenti accompagnatori alla fine dello spettacolo hanno tessuto le lodi e il gradimento della messa in scena dell’opera, dimostrandolo con applausi calorosi e prolungati, iterati più volte.
Infatti sia la parte introduttiva di Elena Filini, basata sulle 10 parole chiave dell’opera, sia la sua breve intervista al regista, hanno stimolato ed incuriosito i giovani spettatori, già adeguatamente preparati precedentemente dai loro insegnanti.
Quando si è aperto il sipario si è potuto apprezzare l’originale messa in scena, con antiche stampe e moduli essenziali poli funzionali, ma soprattutto i colori e la manifattura curata dei costumi hanno fatto la differenza.
Le arie poi di questo melodramma giocoso sono state particolarmente apprezzate, anche in questo clima di tempo di carnevale ed anche il tema in riferimento alle schermaglie amorose, in cui i ragazzi, nonostante i tempi siano diversi, hanno potuto rivedersi.
In particolare quelle interpretate dal coro sono state molto gradite, anche perché accompagnate da gestualità simili ad un flash mob; quindi ancora una volta i ragazzi hanno ritrovato i linguaggi del loro tempo.
Il tutto è accaduto nonostante L’elisir d’amore sia diventato un classico dell’opera ottocentesca , anche se un po’ atipico, giacché non condivide con la stragrande maggioranza delle grandi opere d’epoca romantica l’appartenenza al genere serio. in cui si poneva in primo piano il contenuto sentimentale, inteso come strumento di commozione.
In questo caso il magistrale gioco delle parti fa la differenza, perché cela personaggi di sostanza autentica che nascondono sentimenti veri.
Ed è perciò giocoforza che la dimensione teatrale dipana la vicenda in gioco lieve pur di sentimenti forti. Infatti i momenti di massima sincerità coincidono con i momenti di massimo artificio e il gioco scenico ne esalta il sapore.
In merito a questo, graditissimo è stato il personaggio di Dulcamara, l’imbonitore che vende per l’appunto l’elisir d’amore.
Caratterizzato quasi come la volpe di Pinocchio, con abiti appariscenti, ha fatto un’incursione in platea insieme ai suoi assistenti, con la distribuzione di dolciumi ed effetti speciali come quelli di Luchino Visconti in ”Senso”: il volantinaggio all’interno del teatro dal loggione.
In una storia che parla di un amore non corrisposto, del tentativo di cambiarne le sorti, si parla anche di una necessità più profonda: il bisogno di credere nel miracolo. Il miracolo è un meccanismo teatrale perché descrive un modello che sfugge alla logica delle cose. Imprevisto e inaspettato. Ma i miracoli non esistono. La principale strategia umoristica della storia, infatti, deriva proprio dal fatto che non esiste alcun Elisir ma solo la credulità di un giovanotto innamorato ed una serie di divertenti coincidenze che convincono l’ingenuo Nemorino di essere davvero in possesso di un tonico portentoso.
Quindi ancora una volta questo melodramma giocoso porta con sè un messaggio rilevante sia per i giovani che per noi adulti: è importante credere soprattutto in noi stessi per poter affrontare le avversità della vita e poterle superare con ancora più soddisfazione.
Il regista Beppi Morassi ha saputo così confezionare un’edizione accattivante e piacevolissima di quest’opera, alla quale hanno contribuito la geniale messa in scena e i costumi di Gian Maurizio Guercioni, nonché la musica di Gaetano Donizetti, eseguita dalla Orchestra Filarmonia Veneta, diretta dal Maestro Tiziano Severini e il Coro Lirico Veneto.
Anche i cantanti sono stati all’altezza dell’esecuzione di questo melodramma giocoso, così movimentato e perciò graditissimi al pubblico, che li ha applauditi a lungo e con entusiasmo.
Crediti fotografici:Wikipedia
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