Home / Slide-main  / Il bersaglio sbagliato

Il bersaglio sbagliato

Nel ventunesimo secolo i paesi più ricchi del mondo saranno messi alla prova perché sarà chiesto loro di accogliere un maggior afflusso di migranti estremamente vario. E non ci sarà un muro così imponente da tenere,

L’11 novembre Varsavia è stata scossa da un enorme manifestazione nazionalista in occasione dell’anniversario dell’indipendenza polacca. Negli ultimi anni questo evento, nato con lo scopo di celebrare la ricostituzione della repubblica di Polonia nel 1918, è ormai diventato un punto di riferimento per i movimenti di estrema destra. Quest’anno si sono riunite almeno sessantamila persone, inneggiando il sogno di un’Europa bianca, che hanno scandito insieme slogan contro gli ebrei e i  musulmani.

 

 

“È stato un bellissimo spettacolo”, ha commentato il ministro polacco dell’interno Mariusz Błaszczak. Ci si aspetterebbe che le generazioni imparino qualcosa da quelle precedenti, almeno a farsi un po’ più furbe, se proprio la saggezza sembra così fuori a portata di mano. Cerchiamo di essere ragionevoli, e indagare la questione con giudizio. Innanzitutto, non c’è via di scampo al flusso di migrazioni che riceveremo in futuro.

 

 

Nel ventunesimo secolo i paesi più ricchi del mondo saranno messi alla prova perché sarà chiesto loro di accogliere un maggior afflusso di migranti estremamente vario. E non ci sarà un muro così imponente da tenere, e nascondere, questo problema. Ora che il cambiamento climatico e i conflitti politici scacciano un numero sempre più grande di persone dai villaggi e dalle zone di guerra del mondo, gli sfollati cercano rifugio in qualunque luogo. Pensate che cinque milioni di siriani siano un problema così grave? E cosa succederà allora quando il Bangladesh sarà inondato dall’innalzamento inevitabile dei mari – conseguenza del nostro capitalismo e della nostra cecità – e i suoi 18 milioni di abitanti dovranno cercarsi una terra asciutta?

 

 

E non meno importante, non sono comunque i migranti a rendere i cittadini occidentali poveri. Ciò che sul serio ci rende poveri è piuttosto l’aumento spropositato della disuguaglianza economica. Fa venire i brividi pensare che gli otto individui più ricchi del mondo hanno più di quanto possiede metà del pianeta, ossia 3,6 miliardi di persone messe insieme. E poi lamentatevi se l’ultimo arrivato dalla Siria cerca di trovarsi un lavoro per sopravvivere. Come se non bastasse, la concentrazione di ricchezza porta anche a una concentrazione di potere politico e a un dirottamento dello sdegno per la disuguaglianza, che viene allontanato dalle élite per essere indirizzato contro i migranti. E così, quando la propaganda politica cerca di distogliere i cittadini dalla reale causa dei loro problemi, non rimane loro che afferrare i forconi ed inseguire il bersaglio, quello sbagliato.

Commenta la news

commenti

RIMANI SEMPRE AGGIORNATO SULLE ULTIME NEWS
ISCRIVITI ALLA NOSTRA NEWSLETTER!

Notizie da Venezia, Treviso, Mogliano e dintorni