Quello che tutti attendono è una cosa sola, cessare guerre, bombardamenti e odio per il prossimo, delitti e sopraffazioni.
Ma innestato in questo coacervo distruttivo, dove l’uomo sembra destreggiarsi da sempre in maniera costante per non dire ripetitiva, sembra assembrarsi il desiderio umano di voler essere unico, senza badare alla vita degli altri.
Che, espresso così, si rivela un concetto da far paura.
Ma basta “scrollare” le notizie che campeggiano in questi giorni da incubo per chiedersi se stiamo vivendo una sinossi degna di un film horror o è realtà.
E tutto sembra virare immediatamente verso la seconda risposta, senza appello.
Il Beau gest espressione nobile, che nasce in Francia nei contesti sportivi è un termine delicato e potente al tempo stesso, autentico acceleratore di civiltà e buone maniere, una sorta di simulacro d’antan che andrebbe agitato ogni giorno.
In perfetta contrapposizione alla becera quotidianità, per sovvertire azioni improvvide e deleterie.
Servirebbe colorare di bianco il nostro mondo con una grande tavolozza di Beau geste, senza indugi.
Anche per evitare un grande rischio, assuefarsi al dolore passando di male in male senza osservare, riflettere e approfondire. Ma solo per guardare, dare un’occhiata frettolosa e via.
Zero Biscuit di Mauro Lama
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