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I principi ispiratori de “Il Nuovo Terraglio”

2 minuti di lettura

L’aspetto partecipativo dei giornali editi nella forma web sta cambiando profondamente il rapporto tra il vecchio e il nuovo modo di fare comunicazione dando la possibilità agli utenti di partecipare attivamente ai contenuti proposti dalla redazione inserendo commenti, dialogando tra di loro, pubblicando gli articoli sui propri profili Facebook.

 

Questo fenomeno globalizzato fa sì che la modalità di comunicazione tradizionale definita “top-down” stia ormai decadendo, sostituita da una comunicazione partecipata e soprattutto verificabile attraverso le esperienze dirette raccontate dal pubblico.

 

La definizione della notizia non più dipendente dal suo contenuto cristallizzato, impossibile da contestare in cui i cittadini non sono più una massa verso cui diffondere, secondo un flusso unidirezionale, la propria conoscenza, ma un insieme di persone in grado mettere in discussione i valori informativi veicolati.

 

L’utilizzo della tecnologia risponde alla necessità del multivoicing, mantenendo però questa polifonia in ambito “istituzionale”, come è del resto il giornale “Il nuovo Terraglio”.

La distinzione tra contenuti professionali e contenuti amatoriali anche in termini di assunzione di responsabilità editoriale convive con una scelta strategica di fondo, ovvero quella di impiegare il giornale per accogliere l’istanza partecipativa degli utenti della rete che sono sempre più interessati a pubblicare i propri contenuti sul web, animati da una spinta spesso volta a dare il più sincero e civile desiderio di mettere le proprie conoscenze e informazioni a disposizione della cittadinanza.

 

I principi ispiratori su cui si appoggerà il giornale nel caso in cui ci si impegni a verificare e selezionare i vari contributi dei lettori rispondono a tre ordini di categorie:

etico: volto a escludere materiale inappropriato, offensivo, volgare, violento;

informativo: selezionando solo contributi in grado di dare un significativo apporto all’offerta della testata;

estetico-qualitativo: volto ad escludere contenuti poco efficaci del mezzo e del codice espressivo (qualità dell’immagine e delle foto/video, uso grammaticale corretto).

 

Il pubblico assume una responsabilità che va oltre a quella di lettore, di commentatore; il lettore sarà interpellato in qualità di produttore, di soggetto con cui condividere il compito di raccogliere e raccontare notizie ai destinatari del giornale.

Nel momento in cui la redazione identificherà all’interno dei propri spazi di content sharing la presenza di materiale ritenuto valido da un punto di vista informativo, questo verrà adottato quale autorevole supporto della nostra offerta.

Adottando una logica e una cultura “social della notizia”, si vede il passaggio dallo status di prodotto a quello di “conversazione” con gli utenti della rete, dove la conoscenza del mondo avviene attraverso una negoziazione di significato.

 

Facendo riferimento all’illustre sociologo che si è spento quest’anno Zygmut Baumann, nella sua definizione del termine “liquid journalism” come la forma verso cui tende questa attività informativa, ispirata dai social media:

“Un giornalismo i cui confini sono dissolti e fluidi”. Nelle condizioni del “giornalismo liquido”, i giornalisti, siano reporter professionisti o cittadini interessati, aprono la strada a una crescente quantità di diverse strade attraverso cui comprendere il mondo nel quale viviamo.

 

Valentina Nespolo

Vicedirettrice “Il Nuovo Terraglio”

 

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